La cultura letteraria dei Genesis

L'area principale del Forum, dedicata alla storia e alla musica del famoso complesso di rock progressivo.

La cultura letteraria dei Genesis

Postby Lamia98 » 28 Mar 2015, 21:45

Salve a tutti! Non scrivo qui da un bel po' ma ho subito una domanda importante per voi:
Cosa hanno studiato i Genesis? Per intenderci meglio,le loro canzoni sono piene di citazioni letterarie che spaziano dalle Sacre Scritture alla mitologia greca,dal folklore alla letteratura inglese. Quindi chiedo a voi fans di lunga data di riportarmi i pezzi di canzoni che sono palesemente citazioni di libri,altre canzoni etc. (qualcosa già so ma non è abbastanza) Sono certa che sarete tutti all'altezza [:-D] [:)]
Grazie in anticipo.
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Re: La cultura letteraria dei Genesis

Postby Thomas Eiselberg » 29 Mar 2015, 11:56

Beh, i testi dei Genesis che attingono alla religione, alla mitologia o alla letteratura sono un'infinità, anche nell'arco di una stessa canzone spesso ce ne sono a decine di rimandi, impossibile citarli tutti in un post.


- The Fountain of Salmacis (il mito di Ermafrodito e Salmace)
- Harlequin (fa riferimento all'originaria interpretazione della figura di Harlequin e non a quella "moderna" di maschera carnevalesca)
- Supper's Ready (dalla religione alla storia antica, Ikhnaton...)
- The Colony of Slippermen (che nelle prime strofe ricalca The Daffodils di William Wordsworth)
- Lilywhite Lilith (figura sia mitologica che "religiosa")
- Dance on a volcano (che è ispirata da Castaneda)
- Squonk (basata su una figura del folklore americano)
- Eleventh Earl of Mar (come da titolo)
...

Se poi allarghiamo il discorso a citazioni "pop" allora si può andare avanti all'infinito, pensiamo ad un album come The lamb fatto in pratica tutto di citazioni (Evel Knievel, Howard Hughes, Caryl Chessman, i Rolling Stones, Ku Klux Klan, Fred Astaire e Ginger Rogers...)

Con i Genesis verrebbe quasi da farsi la domanda opposta: quale testo non possiede citazioni e riferimenti? [:D]
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Re: La cultura letteraria dei Genesis

Postby highinfidelity » 30 Mar 2015, 08:27

Per rispondere all'altra tua domanda, I Genesis (tranne Steve Hackett e Phil Collins) hanno studiato in una scuola superiore "pubblica" (= privata nonche' confessionale, secondo i nostri criteri) chiamata Charterhouse. Non ho mai capito di preciso in cosa consistessero i corsi che seguirono, ma ritengo si trattasse di un equivalente del nostro Liceo Scientifico.

Anche Steve Hackett ha alle spalle degli studi superiori: presso la Sloane Grammar School di Chelsea. Lui ne ha un pessimo ricordo ed e' convinto d'aver studiato poco e male. Sua madre June, tuttavia, dice il contrario: che era bravo, disciplinato e che studiava con profitto, sebbene il tipo di studi intrapresi non lo entusiasmasse.

Riguardo la preparazione accademica di Collins: non e' chiarissimo ma credo in sostanza si fermi alla terza media. Successivamente, sempre in adolescenza, seguira' corsi privati di dizione e di percussioni.
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Re: La cultura letteraria dei Genesis

Postby aorlansky60 » 31 Mar 2015, 07:23

Sono rimasto piuttosto colpito dalle dichiarazioni di Steve Hackett lette sull'ultima pubblicazione di M.Giammetti "Genesis : gli anni del prog" in merito al "legame" che coinvolgeva gli ex studenti della Charterhouse nella band, quando egli riconosce che "si esprimevano spesso in una specie di dialetto tipico usando parole e termini" che egli quasi faceva fatica a seguire... questo per sottolineare quanto la Chartehouse, quale prima e più importante istituzione formativa della loro adolescenza, possa avere influito su di loro, nel bene e nel male (non è un mistero che non ne fossero entusiasti specie Peter Gabriel e Anthony Banks per loro stesse ammissioni).
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Re: La cultura letteraria dei Genesis

Postby highinfidelity » 31 Mar 2015, 09:04

Beh, credo sia un'esperienza comune anche di tutti noi. Per lo meno: anche i miei compagni di classe maschi ed io al liceo avevamo elaborato tutta una serie di espressioni e modi di dire che usavamo praticamente solo noi. Un misto di frasi estrapolate dagli studi umanistici, latino maccheronico, distorsioni di frasi idiomatiche extraregionali, cose cosi'. Per esempio ci piaceva leggere le "U" come se fossero "V", alla moda delle scritte cubitali finto-romane del regime fascista. Suppongo che i nostri dialoghi sarebbero stati quasi incomprensibili da parte di ascoltatori estranei alla nostra cerchia. E credo che un po' tutte le classi vivaci anche oggi costruiscano un linguaggio proprio magari non simile ma analogo.

Piu' che altro da' da pensare come 'sta benedetta Charterhouse abbia da un lato cementato il quartetto di partenza dei Genesis, ma abbia anche portato ad un'esclusione intellettuale di Hackett, il quale secondo me alla fin fine non si e' mai sentito veramente parte del complesso. In un certo senso la cosa vale anche per i primi batteristi e forse pure per Ray Wilson, prima inserito in pieno organico dei Genesis con tutti i crismi e le benedizioni, poi messo alla porta come una specie di turnista di lusso. [:(]

Collins - che di queste cose evidentemente se ne fregava, anche perche' ha sempre suonato anche in altri complessi di cui spesso era la figura leader - e' stato l'unico a reggere sulla lunga distanza questa sorta di esilio mentale.
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Re: La cultura letteraria dei Genesis

Postby aorlansky60 » 01 Apr 2015, 09:45

"da' da pensare come 'sta benedetta Charterhouse abbia da un lato cementato il quartetto di partenza dei Genesis, ma abbia anche portato ad un'esclusione intellettuale di Hackett, il quale secondo me alla fin fine non si e' mai sentito veramente parte del complesso. "


Ho letto da qualche parte -in uno dei vari libri in mio possesso sulla band- una dichiarazione di Banks che conforterebbe quello che dici :

"...per tutto il periodo in cui è stato membro della band, ho sempre avuto la netta sensazione che Steve fosse di passaggio..."

quasi a voler palesare una sua mancata integrazione, secondo le sensazioni di Banks, ad un livello più coeso nel quale si ritrovavano invece legati lo stesso Banks, Gabriel e Rutherford.

Evidentemente, per affinità che quel primo nucleo formativo, quale la Chartehouse, deve avere forgiato nei suoi appartenenti (incluso naturalmente Ant Phillips) poi ritrovatisi giovanissimi a far parte di una rock band di belle speranze, questi erano un pochino diversi caratterialmente rispetto ad altri della loro stessa generazione. Le dichiarazioni di Gabriel in merito ("eravamo tutti una sorta di musoni introversi chiusi in noi stessi") confermano proprio questo. Se ne accorgerà anche Phil Collins appena arrivato nella band, quando assistette a celeberrime -parole sue- e "gloriose sfuriate" tra Gabriel, Banks e Rutherford quando si trattava di entrare nel merito della composizione.

Da non dimenticare anche il diverso strato sociale di provenienza di Hackett rispetto a quello del nucleo formativo della band nei soggetti noti (quelli della Charterhouse).

Cosa invece che non ha disturbato per nulla Phil Collins; il suo personale approccio ed il suo particolare tipo di carattere spiega adeguatamente perchè, alla fine, è quello che è rimasto legato al "core" defnitivo della band, quello a TRE.
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Re: La cultura letteraria dei Genesis

Postby Thomas Eiselberg » 02 Apr 2015, 11:21

Beh, credo che per quanto riguarda Collins il grosso del "lavoro" lo abbia fatto proprio il suo carattere: forse era l'unico entrato nella band in grado di non prendersi mai sul serio a differenza degli altri (compreso Steve), di buttarla spesso sul ridere e questo è servito a fargli avere questa credibilità da "simpaticone" del gruppo, quello che magari pur non entrando in certi discorsi però alla fine fa ridere tutti. Steve invece così come Collins proveniva da un diverso strato sociale ma aveva un carattere piuttosto simile a quello degli altri 3 e questo è stato un handicap diciamo così.
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