Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Scrivete qui i messaggi dedicati al simpatico "singing drummer", sempre coinvolto in una miriade di collaborazioni e progetti paralleli.

Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Postby highinfidelity » 01 Jul 2016, 08:08

Nell'ultimo numero di Dusk c'e' una recente intervista a Phil Collins, non si sa realizzata da chi di preciso, in cui tra le varie domande gli viene chiesto di indicare quali siano secondo lui dei "buoni groove". Non ce ne vorra' l'ottimo Mario Giammetti, che non manca mai di inserire in ogni numero di Dusk una sua "tirata" denigratoria contro internet, ma essendo noi invece persone che le potenzialita' della rete hanno deciso di sfruttarle al meglio, ci andiamo subito ad ascoltare assieme questi brani e ci divertiamo a commentarli... [;)]

Il primo dei due brani con cui risponde Phil e' 50 Ways To Leave Your Lover di Paul Simon.
Non avendo mai seguito Paul Simon, ho scoperto solo ora di conoscere molto bene il ritornello di questo brano senza tuttavia sapere che fosse suo. [O:-)] Riguardo il "groove", personalmente devo dissentire con Phil. Si tratta sicuramente di un groove interessante e batteristicamente originale ed impegnativo. Pero', almeno su di me, ha un effetto abbastanza soporifero. Credo fondamentalmente di intendere col termine groove una cosa leggermente diversa da quella che intende Phil: per me un "buon groove" deve per prima cosa essere trascinante; l'aspetto squisitamente tecnico e la complicazione accademica fine a se' stessa vengono dopo.

La seconda risposta di Phil e' When The Levee Breaks dei Led Zeppelin
Che dire? Sacri Led Zeppelin. [/:-|] Forse pero' mi viene da considerare che in questo caso il groove sia piu' che altro complessivo dell'intero brano e di tutti i musicisti. La batteria, sicuramente trascinante per impiegare lo stesso termine appena usato in precedenza, e' solo uno degli ingredienti che danno groove al brano. Tra parentesi mi rendo conto mentre scrivo che gli Oasis - il gruppo piu' sopravvalutato di tutti i tempi e tutti i generi - non sono solo dei copioni dei Beatles, ma hanno anche scopiazzato (senza riuscirci bene, ovviamente) groove come questo.

Tra gli altri punti rimarchevoli toccati da Phil Collins, c'e' Ringo Starr (batterista circa il cui effettivo valore discutemmo in lungo e in largo un paio d'anni fa, per chi ricroda quel thread) che Phil inserisce tra i suoi "idoli, eroi e batteristi che l'hanno influenzato". Dice Phil che <<suono' alla grande in grandi canzoni>> e che <<non e' un batterista cosi' semplice [...]. E' un grande batterista>>. Phil cita inoltre Ginger Baker (che conosco poco/nulla) e Keith Moon, di cui menziona in particolar modo la performànce in Won't Get Fooled Again, che riascoltata con attenzione contiene in effetti molte cose accostabili a quanto fatto da Phil. [:-I]
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Re: Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Postby Lomba1993thedrummer » 01 Jul 2016, 15:57

Io da batterista trovo che 50 ways to leave your lover abbia un groove magnifico, non a caso mi pare che il batterista che suona in quel brano sia Steve Gadd uno dei più grandi batteristi a mio parere. Concordo con Phil su tutto (ma forse sono troppo di parte) [:D] [:D] [:D] . Per quanto riguarda ciò che lui pensa di Ringo... beh a quell'epoca con la British Invasion i Beatles erano un fenomeno di massa e sono stati tra i primi a curare l'artwork dei dischi, a curare il sound di ogni disco inteso come sonorità e non come concept ma arriveranno anche al concept con Stg. Pepper. Quindi trovo che il parere di Phil sia riferito al contesto di "rivoluzione musicale" (o più propriamente "culturale") in cui è cresciuto. Per gli Who vale lo stesso,dato che erano contemporanei dei Beatles più o meno e sono stati tra i primi a curare il logo inteso come marchio grafico e tra i primi a spaccare gli strumenti. In sostanza d'accordo con tutto con Phil. [:-D] [:-D]
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Re: Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Postby Duke59 » 02 Jul 2016, 12:18

Il primo groove, quello suonato da Steve Gadd, personalmente lo trovo molto bello e delicato. Mi "prende" sia dal punto di vista emotivo che da quello tecnico - detto da non batterista.

Il groove zeppeliniano (limitando il giudizio a quello che fa la batteria) è invece più "basic": charleston in battere in 4 e cassa e rullante con il classico tum TA tum tum TA. Per niente originale ma indubbiamente trascinante e - soprattutto - funzionale al brano.

Per quanto riguarda "Won't get fooled again" un brano iconico con un testo meraviglioso e (purtroppo) SEMPRE attuale, la batteria presenta il "disordine inventivo" tipico di Keith Moon. Il vero perno ritmico del brano è infatti il riff sequenziato di sintetizzatore - realizzato da Townshend nel suo studio casalingo - su cui si innestano i power chords tipici dello stesso Townshend e le invenzioni batteristiche di Moon. SEMPRE trascinanti. Essendo questo uno dei brano rock che più apprezzo in assoluto non posso essere obiettivo, mi commuovo ogni volta che lo sento pensando a quante illusioni e disillusioni (sociali, politiche e personali) ci accompagnano inevitabilmente nella vita. "Non ci fregheranno più" l'abbiamo detto molte volte, ma poi ci hanno fregato di nuovo [:(] Comunque, tornando alla batteria, Moon con il suo stile "rotolante" e allergico ai "vuoti" (tranne quando imposti dal compositore Townshend), riempie con mille fills esplosivi ogni spazio ... un purista del jazz lo troverebbe di cattivo gusto ma emotivamente è di un'efficacia pazzesca. In una vecchia intervista chiesero a Pete Townshend come si poteva definire la musica degli Who e lui rispose "Come un piatto di carne e patate" [:-D] Secondo me la batteria di "Won't get fooled again" rappresenta le patate ... di contorno ma sostanziose quanto il piatto principale.

Ringo è stato in passato sbeffeggiato salvo essere poi rivalutato dalla critica. Lo stesso Portnoy (che qualcosa di batteria credo la sappia) ne parla con un certo rispetto. (divertente la sua coverizzazione di alcuni brani dei Beatles utilizzando una batteria identica a quella che usava Ringo [:D] , vedi qua una loro bella versione di A day in the life https://youtu.be/5GxX5F1Ymc4 suonata insieme ai suoi amici Neal Morse - Paul Gilbert e Matt Bissonette))

Ginger Baker invece lo conosco poco anche io.

Per finire con un sorriso cuccatevi (se non l'avete già visto) questo esilarante Collins degli anni '80 truccato da Elvis [:0] che suona una versione Presleyiana per voce e batteria di "One more night" con una batteria stile Ringo Starr [:-D] [:-D] [:-D] [:-D]

https://youtu.be/B21kX9kleyk
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Re: Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Postby paolo.cordella » 03 Jul 2016, 18:34

ho letto anch'io Dusk, e condivido perfettamente tutto quello che dice Phil, Gadd sul brano di Paul Simon è superlativo, gli altri batteristi credo si senta perfettamente che Phil li ha sempre amati e spesso - magari non così evidentemente - citati. Soprattutto sottoscrivo al 200% il giudizio su Ringo.
Spero vivamente che la sua autobiografia sia tradotta in tempo reale anche in Italia, non vedo l'ora di leggerla!
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Re: Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Postby highinfidelity » 04 Jul 2016, 08:09

Duke59 wrote:la batteria presenta il "disordine inventivo" tipico di Keith Moon.

Bella definizione!!! [8D]

Divertente anche il link finale a Phil-Elvis, mai visto! Il filmato sfociava casualmente in un altro siparietto dello stesso tipo in cui un Phil crooner cerca di cantare In The Air Tonight ma e' continuamente sovrastato dall'orchestra e finisce per prendersela di nuovo con questo "Jim". [:D] Merita ascoltarla anche perche' In The Air Tonight e' riarrangiata per big band e ne viene fuori niente niente male:

https://www.youtube.com/watch?v=F6h-gVKkSr8

Cosa sono questi siparietti? Sembrano degli sketch comici realizzati per qualche trasmissione TV di cui Phil era ospite fisso... [:-I]
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Re: Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Postby chvfrc » 22 Jul 2016, 13:06

allora. inizialmente credo che ci siano 2 definizioni di groove. phil intende (semplificando esageratamente) un ritmo. High invece, correggimi però, parli di "tiro". Quando dici che il groove dev'essere trascinante, forse ti riferisci a quello che io chiamo "gӧddu" (parola piemontese, come diceva Bisio, un po intraducibile [:D] )
Il groove di Simon è bello, originale, non ha tutto sto "tiro". Che però in inglese resta groove.
Spero, ma non credo, mi abbiate capito [:D]

non mi ripeto rispetto a moon, ringo e gadd, perchè condivido i vs pensieri.
aggiungo solo che baker, forse, è stato il primo virtuoso rockettaro. Se non ricordo male, è stato il primo a usare la doppia cassa...
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Re: Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Postby highinfidelity » 22 Jul 2016, 19:51

Non ti correggo perche' mi hai capito benissimo! [:D] Onestamente non avevo idea che un "groove" potesse anche essere una lagna, anzi e' una parola che ho sempre sentita associata a ritmi che "ti cissano", tanto per usare un altro termine piemontese... Da qui l'equivoco, almeno credo... [:-I]
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Re: Un "buon groove" secondo Phil Collins.

Postby Duke59 » 23 Jul 2016, 13:38

highinfidelity wrote:Cosa sono questi siparietti? Sembrano degli sketch comici realizzati per qualche trasmissione TV di cui Phil era ospite fisso... [:-I]


Sono tratti da un divertente Special della TV USA dedicato a Phil che puoi vedere qui

https://www.youtube.com/playlist?list=PLzIyFOh29M5ojaFSulMZ4rs8ei0qPYkto

Era contenuto nel cofanetto DVD del suo tour del 2003 https://www.amazon.it/Phil-Collins-Finally-First-Farewell/dp/B000621OL6
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