MUSE a Milano

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

MUSE a Milano

Postby Duke59 » 15 May 2016, 13:38

Inizia la settimana milanese dei Muse.

Non li conoscevo quasi per nulla, tolto il brano Starlight, che mi sembrava un piacevole misto tra il synth-pop di "Enola gay" e la fase più elettronica dei RUSH ("Power windows"), con accenni di U2.

https://youtu.be/Pgum6OT_VH8

Tramite colleghi di lavoro ho avuto modo di prendere un biglietto per il loro show di Venerdì prossimo al forum di Assago e sono impaziente di vedere come sarà.

Ho visto il dvd che registrarono qualche anno fa allo stadio olimpico di Roma e devo dire che mi hanno abbastanza impressionato in senso positivo. Nonostante siano solo in tre (più un quarto musicista presente solo nei live che suona chitarre, tastiere e percussioni) riescono a far rendere molto bene i loro brani, anche se sospetto che qua e là qualche aiutino preregistrato ci sia.

In particolare ho apprezzato le sonorità molto elettroniche e graffianti, anche per quanto riguarda le timbriche della chitarra.

Sono anche rimasto sorpreso dal fatto che questo gruppo abbia il tutto esaurito per ben 6 (sei) serate di fila al Forum!!
Dato che li sento solo rarissamemente alla radio e ancor meno in TV ne deduco che devono avere un notevole seguito "sotterraneo".

Per prepararmi al loro show mi sto ascoltando il loro ultimo album - da cui è tratto il singolo "Psycho" https://youtu.be/-8Txx4SkGPM (che io avevo scambiato per un pezzo insolitamente ' più heavy dei Depeche Mode [:D] ) - e una selezione dei loro precedenti lavori.

La musica dei Muse mi sembra un buon intreccio di synth-pop, electro-pop e rock anche occasionalmente duro, il tutto caratterizzato dalla voce falsettata del loro cantante.

Voi che ne pensate?
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Re: MUSE a Milano

Postby 11mo Conte di Mar » 17 May 2016, 10:42

Non riesco a farmeli piacere.
Ho tre album, avuti tramite un mio amico.
Mi fanno pensare ad una versione moderna dei Queen, qualche barocchismo qua e là, molta elettronica, ritmi a volte anche accattivanti, vocalizzi spesso eccessivi di bellamy.
Un miscuglio che fatico ad identificare e che non mi trasporta. Fatico a giungere alla fine.
Dal vivo ho visto qualche filmato, sono sicuramente bravi e travolgenti, tra le band "giovani" l' unica che forse porta avanti un discorso rock / spettacolo.
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Re: MUSE a Milano

Postby Thomas Eiselberg » 17 May 2016, 11:03

Non li conosco benissimo, per quello che ho ascoltato però li preferisco ai Radiohead: mi danno l'idea di prendersi meno sul serio [:D]
Comunque anche a me ricordano un misto tra Queen e una qualsiasi band synth pop con qualche spruzzatella qua e là di vecchio hard rock e di prog, niente di originalissimo ed eccezionale ma neanche da buttare, di questi tempi per la notorietà che hanno fanno musica di discreta qualità (basta vedere ad esempio che fine hanno fatto, chessò i Coldplay, per capire come funziona l'industria musicale oggi)
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Re: MUSE a Milano

Postby Duke59 » 17 May 2016, 12:19

Alcune belle foto dello show di Domenica sera.

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2016/05/15/foto/i_muse_a_milano_esordio_trionfale_e_sei_sold_out-139843868/1/?ref=HRLV-19#1

Io ci andrò Venerdì e credo che sarà uno spettacolo di quelli da ricordare.
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Re: MUSE a Milano

Postby highinfidelity » 17 May 2016, 13:29

Si tratta di uno dei gruppi preferiti dalla highinfidelita, che e' molto piu' moderna di me come gusti musicali - e questo e' un pregio - ma che contemporaneamente ha anche delle basi storiche meno solide delle mie, e soprattutto non ascolta rock progressivo. E questo non so se sia un pregio o meno, ma sicuramente spiega molte cose.

Va in effetti detto che, rispetto ai tempi nei quali si trovano ad operare, i Muse propongono cose non del tutto scontate e testi piuttosto impegnati. L'ultimo album e' addirittura concept. Contemporaneamente, pero', anche loro come un po' tutti gli altri complessi di oggi sembrano incapaci di scrivere canzoni o album che siano ricchi di dinamica, di chiari e scuri, di crescendo e di silenzi. In pratica tutti i dischi, dall'inizio alla fine, sono "a tavoletta", con la batteria o il basso o entrambi che "pompano" di continuo, con gli strumenti sempre tutti allo stesso volume (cioe' fortissimo) e con il cantante che non molla un attimo di cantare tirato al 100% della sua potenza vocale. Il difetto piu' grande che trovo loro e' questa mancanza di dinamica, di sfumature, di contrasti. Da qui, secondo me, il senso di fatica all'ascolto di cui si diceva, la sensazione di "troppo pieno".

Quando glielo faccio notare, la highinfidelita si arrabbia e mi dice che sono pieno di preconcetti e che a priori critico qualunque cosa piaccia a lei. La realta' secondo me e' invece un'altra, e la prova e' che mi ritrovo - parola piu' parola meno - in quanto scritto da Thomas e dal Conte.

Riguardo il concept dell'ultimo album, che dire... Per carita', sara' anche una questione di opinioni personali, tuttavia trovo che dica cose gia' dette a suo tempo (trent'anni fa) da film come Full Metal Jacket e similari, in altri periodi storici in cui queste cose forse aveva piu' senso dirle. Il tema antimilitarista di per se' magari merita rispetto (difficile sostenere che il militarismo sia un valore: nella migliore delle ipotesi sara' un male necessario) ma il modo in cui e' affrontato mi sembra un po' ingenuo, avrei preferito che fosse rielaborato in altro modo e sotto altri aspetti. Penso all'IS e mi domando: ma psychokiller a chi, a uno dei nostri soldati? Uppercarita'. E i tagliateste dell'IS allora come li chiamiamo?
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Re: MUSE a Milano

Postby Duke59 » 18 May 2016, 18:16

Nella fase di ascolto pre-concerto sto apprezzando moltissimo "Animals" con il suo ostinato in 5/4 a crescere. Niente di nuovo sotto il sole (ma ormai chi si attende più qualcosa di nuovo in musica?) ma evocativo.

Carino anche il video.

https://youtu.be/5lVatZeQ68Y

Meno due allo show di Venerdì [:p]
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Re: MUSE a Milano

Postby Duke59 » 21 May 2016, 18:05

ieri sera sono stato allo show dei MUSE. Come spettacolo nel suo insieme è stato a dir poco eccezionale e si è aperto in un modo per me inatteso.

Le luci sono calate e dall'impianto è stata diffusa la registrazione di "Drones" (brano conclusivo dell'album omonimo). Questo brano a cappella (con Bellamy che esegue tutte le parti) recita un testo contro l'utilizzo dei droni in guerra piuttosto diretto e incisivo.

Killed by drones
My mother, my father,
My sister and my brother
My son and my daughter
Killed by drones
Our lives between
Your fingers and your thumb
Can you feel anything?
Are you dead inside?
Now you can kill
From the safety of your home
With drones
Amen

La musica di questo pezzo è basata sulla partitura di "Sanctus et Benedictus" di Giovanni Pierluigi da Palestrina, presa dichiaratamente in prestito da Bellamy e soci per questo "epitaffio" che conclude l'album.

Inaspettamente questo epitaffio è stato posto all'apertura dello show [:0] . Mentre viene diffuso "Drones" una dozzina di droni a forma di sfera illuminata di circa un metro di diametro scende volando sulle teste del pubblico. L'effetto è davvero bello e - credo - unico.

Se volete farvemene un'idea ho trovato su youtube una ripresa fatta da qualcuno durante l'apertura del concerto del 14 Maggio. Nonostante ogni tanto si senta qualche commento che disturba la musica, dal video ci si può fare un'idea della suggestività di questa invenzione scenica
https://youtu.be/xqXvI4Jgpkg?t=1m5s

Lo show poi parte deciso con "Psycho", un bel brano elettro-hard-rock con riff "zeppeliniani" da cui io però avrei eliminato lo scambio di battute tra istruttore e recluta marine in stile "Full metal jacket". Secondo me infatti nelle parti in cui il pezzo "tira" è davvero forte, ma poi si ammoscia eccssivamente quando intervengono le voci registrate.

Ora che lo show è iniziato [:D] vediamo per primi quali sono stati i punti deboli, per poi passare a quelli di forza.

punto debole 1 - la tamarraggine del bassista. [:0]
L'addetto alle basse frequenze (e ai cori) del gruppo ha fatto inserire delle luci rosse . che forse dovrebbero fungere da segnatasti - nei manici di tutti i bassi che utilizza . Purtroppo non si tratta di piccoli puntini luminosi che decorano in modo discreto e gentile il manico, NO. Sono invece vere e proprie "luminarie" posizionate sul lato inferiore del manico che emettono una luce piuttosto forte. L'effetto scenico dal mio punto di vista è orrendo, e se penso ai manici di quei poveri bassi torturati per inserire luci led con relativa alimentazione mi sento male. NON SI FA. Ogni volta che il basso veniva cambiato speravo che ne arrivasse uno senza luci, ma la speranza è stata vana. Un segno "meno" a Chris Wolstenholme per questa trovata.

punto debole 2 - il suono della prima parte dello show.
Nonostante fosse la sesta serata consecutiva dello show nello stesso luogo con impianto già rodato, la regolazione audio nel corso delle prime 3/4 canzoni ha lasciato a desiderare. La voce si sentiva male e il rimbombo si è rivelato superiore a quel che mi sarei aspettato. Fortunatamente man mano le cose sono migliorate. Forse dipende anche dal luogo in cui mi trovavo.

punto debole 2b? - Basi aggiuntive per arricchire il suono? (un dubbio più che una certezza)
Intendiamoci, nessuno ormai si scandalizza più per il fatto che un gruppo composto da pochi elementi possa ricorrere a supporti registrati per colmare le differenze tra le registrazioni in studio e le esibizioni live. I blasonati RUSH per decenni hanno utilizzato sequenze preregistrate per inserire parti di tastiere o anche cori durante i loro show. Con il tour di quest'anno anche i Dream Theater - alfieri della tecnica strumentale in ambito progressive-metal - hanno dovuto ricorrere a basi preregistrate per riprodurre in concerto l'orchestra, i cori maestosi e alcune linee vocali impossibili da eseguire live (dialoghi cantati che si sovrappongono tra più personaggi) presenti in "The Astonishing". I Nightwish durante i loro live usano registrazioni di parti orchestrali e cori sin dai loro esordi. Persino gli YES, durante il tour di 90125 (quando il tastierista del gruppo era tornato ad essere Tony Kaye), avevano addirittura un musicista aggiuntivo nascosto dietro il palco per integrare le parti di tastiere all'insaputa del pubblico (!).

I MUSE durante i live hanno invece scelto di utilizzare un musicista aggiuntivo sul palco, Morgan Nicholls, che suona un po' di tutto: tastiere, chitarre, percussioni, e questo depone a loro favore. Però nonostante la presenza del quarto musicista ho avuto un paio di volte la sensazione che i suoni del basso (di una potenza mostruosa) fossero doppiati da una traccia di synth pre-registrata. Ho questo sospetto perchè osservando attentamente ho notato che nonostante Nicholls fosse impegnato ad agitare un tamburello e il bassista continuasse a suonare il suo riff lontano da pedaliere con cui avrebbe potuto cambiare i suoni del suo strumento ... i suoni del basso cambiavano di colpo, come se si fosse aggiunto un synth-bass acido e corrosivo a doppiare la parte. Intervento di un tecnico che ha switchato da remoto i comandi della pedaliera del basso? Azione del bassista stesso che ha commutato qualcosa a me invisibile? Traccia preregistrata? Chissà...?


punto debole 3 - poche parti quiete, e per di più disturbate dall'entusiasmo del pubblico.
In realtà questo è un problema dovuto più alla struttura dei brani - molto spesso tirati costantemente al massimo, come giustamente sottolineava High - che all'esibizione live. Ma nella produzione dei MUSE non sono del tutto assenti le parti "quiete", orchestrali e classicheggianti; peccato che durante lo show queste siano state occasionalmente guastate da chi avrebbe voluto che il martello pneumatico basso/ batteria continuasse per sempre o da applausi inopportuni.

E così in alcuni dei momenti in cui Bellamy lasciava la chitarra per andare al piano a coda ci sono stati alcuni "psycho" (!) che si sono messi a gridare in modo sconclusionato, altri invece applaudivano nei momenti più delicati rovinando in parte la poeticità del momento.

Esauriti i punti deboli dello show veniamo ora ai punti di forza.

punto di forza 1 - il palco
Un palco straordinario, rotondo e girevole, situato al centro del forum. Dal palco centrale si dipartivano due lunghe e ampie passerelle, che si sviluppavano fino ai limiti laterali del pavimento del forum, terminando in due palchetti rotondi leggermente più sopraelevati.
Visione perfetta da qualunque posto ci si trovasse.

punto di forza 2 - la potenza della ritmica
i suoni di basso e batteria avevano una potenza incredibile. Più volte ho potuto percepire nettamente il mio torace vibrare in modo deciso in coincidenza dei colpi di cassa e/o basso. La cosa non è risultata fastidiosa, anche se le prime volte mi sono quasi spaventato perchè una ritmica che mi entrasse così tanto nelle ossa non mi era mai capitato di sentirla (e dire che a 57 anni di concerti ne ho visti). Sicuramente Dominic Howard come batterista mi pare un po' monoespressivo (almeno in questo contesto), ma per completezza devo dire che in un paio di occasioni il giovane ha tirato fuori dei groove che mi hanno piacevolmente sorpreso per la complessità e la velocità. Il bassista Wolstenholme - sebbene ormai a me antipaticizzato dalle luci tamarre con cui ha voluto violentare i suoi bassi [>:-D] - si è rivelato una forza della natura, veloce e precisissimo. Probabilmente il miglior musicista a livello tecnico del gruppo. L'abbinamento batteria/basso è quindi risultato davvero killer e trascinante, e tutto sommato con qualche sfumatura in più rispetto alla monoliticità che temevo di riscontrare.

punto di forza 3 - le proiezioni
frequentemente calavano dal soffitto delle sottilissime ma enormi tele completamente trasparenti che fungevano da schermi per le proiezioni. Su questo schermo "tridimensionale" che occupava quasi l'intero volume del forum venivano proiettate immagini generate digitalmente molto suggestive.

punto di forza 4 - le voci
Sia la voce principale e caratteristica di Bellamy che quelle di accompagnamento del bassista e del musicista aggiuntivo sono state sempre all'altezza, mai incerte. In alcuni casi ho notato - con piacere - piccole differenze delle armonizzazioni live rispetto a quelle dell'album, dove quelle live erano certamente più scarne ma ugualmente piacevoli.

punto di forza 5 - i droni e il messaggio generale dello show
sia nel caso dei droni-sfere-luminose che nel caso del drone da combattimento dell'inquietante "The globalist" (di più alla fine) si tratta di un'idea realizzata molto bene, che ha messo al centro dello show la tematica non banale dell'ultimo album in modo intelligente e spettacolare. Degno di nota anche il discorso di JFK che a circa metà concerto viene proposto con tanto di filmato originale e trascrizione delle parole (anche se in inglese).

punto di forza 6 - medici senza frontiere
Questo tour dei MUSE sponsorizza la causa di Medici senza frontiere.
https://donazioni.medicisenzafrontiere.it/landing/muse/index-one.html?codiceCausale=552&codiceCampagna=16.ZZW.SP.1.MUSE

punto di forza 7 - l'abbigliamento ( [:D] )
I quattro musicisti erano vestiti con pantaloni e maglietta neri (il batterista senza maniche), una mise funzionale agli effetti dello show, ed anche elegante.

punto di forza 8 - la musica
Beh sembra banale ma alla fine il succo di uno show musicale è la musica; e ho deciso che la musica dei MUSE mi piace. I riferimenti sparsi a Queen, U2, Police, Zeppelin (e anche qualche briciolo di "progressive", vedi l'album "The resistance" dove ci sono tre brani con orchestra e pianoforte nonchè citazioni classiche) li trovo piacevoli e intriganti. Leggo anche di paragoni con i Radiohead, ma non conoscendo i Radiohead non posso pronunciarmi. Se solo decidessero di dare alla loro musica maggior range dinamico, svincolandosi dall'obbligo di stare quasi sempre tra il 90 e il 100 % dell'intensità sonora possibile, risulterebbero meno faticosi da ascoltare per tempi lunghi.

Chiude lo show il lungo, variegato ed intrigante brano "The globalist" durante il quale il drone da distruzione volteggia all'interno del forum. Dopo la parte finale di questo straordinario pezzo - parte che vede Bellamy da solo con voce e pianoforte - viene riproposta le registrazione di "Drones" con i droni sfera a volteggiare ancora sopra le nostre teste: lo spettacolo si chiude così come si era aperto! [8D]

"Peccato" che a seguire ci sia stato l'inevitabile Encore di rito: per me se lo show fosse terminato dopo la chiusura a cerchio con "Drones" sarebbe stata la perfezione (i brani supplementari avrebbero potuto inserirli prima di "The globalist").

Se volete farvi un'idea personale di questa chiusura a cerchio dello show ecco il link a "The globalist" live tratto da un recente show in Portogallo. Bellissimi gli effetti visuali proiettati sulle tele di cui sopra, sorprendente il passaggio del drone da guerra sulle teste del pubblico, bello il finale con Bellamy solo al piano che canta una melodia affascinante.
Un pezzo non banale.

https://youtu.be/7ruAUg4mv-c

Voto dello show 9,5 su 10

PS: Ho letto in un'intervista che i libri che hanno ispirato Matt Bellamy per il concept sui droni e sulla presenza di psicopatici nei posti di potere sarebbero i seguenti

Predator: The secret origins of the drone revolution di Richard Whittle http://www.goodreads.com/book/show/20695975-predator
The Psycopath Test di Jon Ronsonhttps://en.wikipedia.org/wiki/The_Psychopath_Test
Snakes in Suits di Robert D Hare https://en.wikipedia.org/wiki/Snakes_in_Suits
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Re: MUSE a Milano

Postby Duke59 » 22 May 2016, 21:23

Duke59 wrote: Il bassista Wolstenholme - sebbene ormai a me antipaticizzato dalle luci tamarre con cui ha voluto violentare i suoi bassi [>:-D] - si è rivelato una forza della natura, veloce e precisissimo. Probabilmente il miglior musicista a livello tecnico del gruppo.


Dopo aver visto questo filmato https://youtu.be/V91sQozzFgc correggo l'affermazione: Matt Bellamy al piano è sorprendente e considerato il fatto che suona bene anche la chitarra e in più canta e compone il 95% dei pezzi dei Muse direi che la palma del musicista più preparato del gruppo debba andare a lui.
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Re: MUSE a Milano

Postby Dalex_61 » 23 May 2016, 10:46

Una straordinaria recensione, Conte! Hai fatto benissimo ad acquistare quel biglietto. Quando e se i vari gruppi prog e rock si accorgeranno che l'Italia è alquanto lunga, mi godrò anch'io qualche bel concerto a latitudini più basse! I Muse meritano davvero, anche se l'ultimo album mi è piaciuto assai meno dei precedenti. Grazie ancora per la recensione del live! [^]
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Re: MUSE a Milano

Postby highinfidelity » 31 May 2016, 09:26

Interessante osservare come in pratica tu abbia avuto le mie stesse sensazioni (incapacita' da parte dei Muse di tratteggiare dei chiaroscuri, inserti inutili che guastano l'atmosfera anziche' arricchirla, derivativita', un po' di tamarraggine - ma su quella si potrebbe anche sorvolare) anche se sei giunto alla conclusione che "ti piacciono", mentre a me... piaciucchiano, via! [;)]

Anche il palco centrale rotondo non e' un'idea nuova (gia' fatto dai Def Leppard a fine anni '80, e forse pure da altri prima di loro).

Notevole constatare come anche tu sia giunto alla conclusione che il tema del disco e' un messaggio anti-militare. E qui secondo me si tocca l'assurdo perche' i Muse pretendono invece che non lo sia: affermano che questi "droni" sono in generale persone qualsiasi che si lasciano manipolare da altri. Questa e' la versione ufficiale. E di nuovo allora mi pongo delle domande: scrivono talmente male da aver toppato il concept, tanto che tutti lo fraintendono? O sono forse invece dei pusillanimi (che forse e' pure peggio, per un artista?) al punto da non voler neppure prendere una chiara posizione, militarista o antimilitarista che sia?

Un po' tutto contribuisce a darmi la sensazione che, nonostante l'enorme successo (almeno in parte immotivato secondo me: sono si' bravini, ma non bravissimi da giustificare 6 date di fila a Milano, manco fossero i Beatles con Lennon e Harrison resuscitati...)... dicevo mi danno la sensazone d'essere un complesso che non rifulge di luce propria, ma che sembra piu' luminoso di quel che e' a causa delle tenebre intersiderali che lo circondano in questi tristissimi anni 2000. [':-|]
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Re: MUSE a Milano

Postby Duke59 » 07 Jun 2016, 14:22

highinfidelity wrote:Interessante osservare come in pratica tu abbia avuto le mie stesse sensazioni (incapacita' da parte dei Muse di tratteggiare dei chiaroscuri, inserti inutili che guastano l'atmosfera anziche' arricchirla, derivativita', un po' di tamarraggine - ma su quella si potrebbe anche sorvolare) anche se sei giunto alla conclusione che "ti piacciono", mentre a me... piaciucchiano, via!
Anche il palco centrale rotondo non e' un'idea nuova (gia' fatto dai Def Leppard a fine anni '80, e forse pure da altri prima di loro). [;)]


Il mio giudizio si riferiva in particolar modo allo show (i loro album piaciucchiano anche a me, con giudizi molto variabili da brano a brano) ma LIVE i Muse sono davvero tostissimi e valgono al 1000 per 1000 la spesa del biglietto.
Di palchi rotondi al centro delle arene ne avevo già visti parecchi anche io. Questo aveva però alcune cose particolari, ben congegnate, che superano come spettacolarità le cose da me viste in precedenza: innanzitutto era girevole e costantemente in rotazione, poi per tutta la sua lunghezza (che era notevole) venivano calate proiezioni giganti su enormi tele finissime sospese a mezz'aria dando l'illusione del 3D sopra le teste dei musicisti, poi i droni in volo per il Forum e alcune animazioni fantastiche, come quella delle mani da burattinaio che muovono i musicisti su "The handler" https://youtu.be/j8--sUlDyu8?t=3m1s .

highinfidelity wrote:Notevole constatare come anche tu sia giunto alla conclusione che il tema del disco e' un messaggio anti-militare. E qui secondo me si tocca l'assurdo perche' i Muse pretendono invece che non lo sia: affermano che questi "droni" sono in generale persone qualsiasi che si lasciano manipolare da altri. Questa e' la versione ufficiale. E di nuovo allora mi pongo delle domande: scrivono talmente male da aver toppato il concept, tanto che tutti lo fraintendono? O sono forse invece dei pusillanimi (che forse e' pure peggio, per un artista?) al punto da non voler neppure prendere una chiara posizione, militarista o antimilitarista che sia?


In realtà da quel poco che ho capito il tema dei Droni è riferito tanto al drone meccanico di uso bellico, quanto al drone umano che si lascia pilotare dal potere di turno. C'è poi il paradosso del manipolato (ovvero il drone umano) che finisce col pilotare il drone meccanico per uccidere altri umani. Nel complesso il "messaggio" mi sembra apertamente sia contro la manipolazione che contro la guerra (che è l'effetto di ampie manipolazioni, basta pensare a come è nata la guerra del Golfo), ammesso che i messaggi lanciati dalle rock band abbiano una qualche rilevanza.

Raccontava Bellamy a Rolling Stones http://www.rollingstone.com/music/features/inside-muses-drones-strike-matt-bellamy-on-high-concept-lp-20150508?page=2

Bellamy first got the idea about two years ago when he read the book "Predators: The CIA's Drone War on al Qaeda" by Dartmouth professor Brian Glyn Williams. "I was shocked," he says. "I didn't know how prolific drone usage has been. I always perceived Obama as an all-around likable guy. But from reading the book, you find out that most mornings he wakes up, has a breakfast and then goes down to the war room and makes what they call 'kill decisions.' He makes that decision based on a long chain of intelligence people who, as we all know, can be very unreliable."

C'è anche poi una spiegazione del contenuto dell'album fornita ad un noto settimanale italiano:

«Nel disco ci sono due narrazioni» ci dice Bellamy. «La prima parte, da “Dead inside” a “Aftermath”, è la storia di un individuo che perde la speranza, diventa psicopatico, poi trova la forza di reagire e finisce per riscoprire l’amore. Il brano “The globalist” è l’opposto: parla di una persona che non riesce a trovare quella forza e finisce per distruggere il mondo. L’idea è che ci sia una scelta: la distruzione porta solo all’oblio, il coraggio di reagire può portare alla rivoluzione».

Da dove nasce l’idea di usare i droni come metafora centrale del disco?
«Un paio di anni fa ho letto un libro che parlava di come e quanto vengono usati in guerra, e dell’idea di droni intelligenti in grado di decidere autonomamente se uccidere un bersaglio. All’improvviso mi sembrava di vivere dentro “Terminator”! Ma i droni rappresentano anche la disconnessione dai sentimenti, la tendenza a diventare freddi, cinici, calcolatori».

Chi è il responsabile di tutto ciò?
«L’evoluzione tecnologica nel 21° secolo ha portato i suoi benefici, come l’efficienza, la precisione, la produttività. Ma i valori umani, come l’empatia, sono diventati molto meno importanti. Abbiamo cominciato ad amare la perfezione e l’accuratezza della tecnologia così tanto da creare dei leader mondiali che si comportano a tutti gli effetti come macchine senza sentimenti. Il viaggio individuale che racconto nel disco viaggia in parallelo con la storia del percorso che fa l’umanità quando mette in discussione il proprio rapporto con la tecnologia e con i suoi macchinari».

highinfidelity wrote:Un po' tutto contribuisce a darmi la sensazione che, nonostante l'enorme successo (almeno in parte immotivato secondo me: sono si' bravini, ma non bravissimi da giustificare 6 date di fila a Milano, manco fossero i Beatles con Lennon e Harrison resuscitati...)... dicevo mi danno la sensazone d'essere un complesso che non rifulge di luce propria, ma che sembra piu' luminoso di quel che e' a causa delle tenebre intersiderali che lo circondano in questi tristissimi anni 2000. [':-|]


Certamente questa è anche una delle motivazioni del loro successo. Recentemente ho ascoltato gran parte dei loro album e ho notato che sono pieni di riferimenti espliciti a Queen (le parti con il piano classicheggiante e orchestra), U2, Police, Who (nei vecchi concerti Bellamy trattava la chitarra come faceva Townshend ai tempi degli Who, lanciandola a 20 metri di distanza o usandola per buttare a terra gli ampli e farli andare in feedback, cosa che a te non piacerebbe) e .. persino al Collins solista (la ritmica di "Dead Inside" ricorda tantissimo l'inizio di "Sussudio" ... che a sua volta citava Prince [;)] ).
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