Marillion: FEAR

Un'area dedicata all'esplorazione dell'universo musicale in genere, e degli altri protagonisti del rock progressivo in particolare.

Marillion: FEAR

Postby paolo.cordella » 07 Sep 2016, 17:24

posto che sabato andrò a Verona al Teatro Romano a vederli (mi dicono che è esaurito), il 26 di questo mese esce il loro nuovo disco, che ho avuto modo di ascoltare tramite un amico (manca l'ultimo pezzettino); bene, a parte la seconda traccia (sono 5 in tutto, prima, terza e quinta molto lunghe intervallate da due più brevi più pezzetto finale del terzo brano) secondo me è davvero un gran disco, se dovessi sintetizzarlo in una frase direi: la grandezza della (apparente?) semplicità.
dimenticate le solite minestre prog con quindicimila cambi di tempo ovviamente dispari, sfoggio di inutile tecnica rispetto al contesto etc. secondo me è solo ottima, onesta musica: poco di questi tempi?
l'avevo preordinato e credo di aver fatto un ottimo investimento, non vedo l'ora di sentirlo per bene (gli mp3, per giunta con qualche difetto, sono quello che sono), ma già così è un gran bel sentire.
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Re: Marillion: FEAR

Postby Thomas Eiselberg » 07 Sep 2016, 17:42

Non vedo l'ora che esca, ho sentito solo l'estratto di New Kings che hanno fatto circolare su Youtube, ma il meno possibile (un paio di volte), non mi voglio spoilerare mai nulla dei miei gruppi preferiti [:p]
Difficilmente i Marillion sfornano un disco interamente brutto, c'e' sempre (o quasi) qualcosa da ricordare anche nei lavori peggiori. Peccato che negli ultimi anni non riescano piu' a sfornare album omogenei (Brave e Marbles esclusi), l'ultimo ad esempio conteneva 3 pezzi tra i migliori della loro discografia (Gaza, Montreal e The sky above the rain) e pienamente prog, intervallati ad altri piu' commercialotti e meno riusciti. Ma io li perdono sempre e comunque, basta che mi regalino almeno un paio di pezzi capolavoro a disco e sono contento [:D]

Questo nuovo fa ben sperare, a guardare dalla durata dei pezzi e la struttura. [:)] [:)]
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Re: Marillion: FEAR

Postby paolo.cordella » 08 Sep 2016, 16:37

personalmente non ho mai considerato la lunghezza di un brano come indizio di qualità, comunque a parte la seconda traccia Living in Fear che non mi prende, il resto è Marillion della migliore qualità, te lo posso garantire; l'altra traccia breve (si fa per dire, sono circa 7 minuti, quelle lunghe dai 16 in su - The Leavers, bellissima, 19) è stupenda, ma tutto il resto del disco è stellare, se piacciono i marillion era H (devo dire che comunque c'è buona continuità anche col passato remoto in certi punti del disco).
suonano tutti benissimo, senza strafare - nemmeno Hogarth, vocalmente - con classe sopraffina e con un interplay dei giorni migliori, esclusivamente al servizio della musica.
lo spezzone di The New Kings sul tubo sono i primi 6 minuti, gli altri 10, particolarmente verso la fine, sono assolutamente migliori: tutto intera l'hanno mandata gratis a chi come me aveva preordinato e la suoneranno sicuramente - credo unico estratto in anteprima - a Verona: sul tubo c'era già un filmato dell'intero pezzo live credo in Spagna.
dal 26 magari posterete qui le vostre impressioni: date almeno un paio di ascolti e poi ci risentiremo.
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Re: Marillion: FEAR

Postby Thomas Eiselberg » 08 Sep 2016, 20:27

paolo.cordella wrote:personalmente non ho mai considerato la lunghezza di un brano come indizio di qualità


E in generale non lo è, ma essendo cresciuto col Prog ed essendo stato abituato bene dai Genesis, da loro e dagli altri miei gruppi preferiti, diciamo che so cosa aspettarmi da un brano lungo fatto da loro [:D] [;)]

paolo.cordella wrote:comunque a parte la seconda traccia Living in Fear che non mi prende, il resto è Marillion della migliore qualità, te lo posso garantire; l'altra traccia breve (si fa per dire, sono circa 7 minuti, quelle lunghe dai 16 in su - The Leavers, bellissima, 19) è stupenda, ma tutto il resto del disco è stellare, se piacciono i marillion era H (devo dire che comunque c'è buona continuità anche col passato remoto in certi punti del disco).


[:p] [:p] [:p]


paolo.cordella wrote:dal 26 magari posterete qui le vostre impressioni: date almeno un paio di ascolti e poi ci risentiremo.


Sicuramente farò qualche specie di recensione, a rileggerci [;)]
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Re: Marillion: FEAR

Postby 11mo Conte di Mar » 09 Sep 2016, 15:01

l'album esce il 23 ma oggi basta mettersi in riva ad un (piccolo) fiume per vedere scorrere le novità in anteprima...
5 brani di cui 3 lunghi intervallati da 2 di media durata.
Unanimemente Living in Fear (una di quelle corte) pare sia il passo falso dell' album.
Le tracce lunghe effettivamente sono migliori e ascrivibili, dopo alcuni ascolti non è un album diretto, al miglior repertorio marillico.
Siamo di fronte decisamente a figli evoluti di Sound that... e di brani come Montreal e Gaza anche se mi sembra che la chitarra di Rothery sia più in evidenza.Con sonorità che affondano ad Anoraknophobia.
Come in evidenza è anche Mark kelly non più relegato al sottofondo di voce e piano di Hogarth.
Tra i Brani lunghi forse The new kings è quello che arriva prima, El dorado (che apre l'album) è un buon impasto tra il sound del gruppo ed echi floydiani degli albori.
The Leavers credo necessiti qualche ascolto in più ma se ne intuisce l'importanza.
Tutti sono nella solita forma patchwork, tante pezze attaccate come nello stile del gruppo inglese.
White papers sembra tutt'altro che un riempitivo.
I testi sembrano ispirati.
Devo decidere se è meglio del precedente. Probabile. E allora saremmo solo sotto a Marbles. Nel post 2000.

Domani sera sarò a Verona. Mi risulta facciano anche repertorio dell' epoca Fish.
Ne avrei fatto anche a meno.
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Re: Marillion: FEAR

Postby paolo.cordella » 09 Sep 2016, 17:05

esatto, esce il 23 e non il 26 come avevo scritto erroneamente io...
concordo con quanto hai detto sul disco: è migliore di Sounds, che di suo è già un gran bel disco e sul ruolo di Kelly, finalmente di nuovo in evidenza.
ci vediamo a Verona, anche se forse non ci conosciamo personalmente magari sarà la volta buona per presentarci.
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Re: Marillion: FEAR

Postby 11mo Conte di Mar » 09 Sep 2016, 17:33

Dovrei essere in seconda fila in platea con un mio amico... Ci hanno rifilato all' ultimo i biglietti prenotati da Marco Mazzocchi che, pare, ha dovuto rinunciare perchè precettato dalla Rai. [:-D]
Se vedi uno con i capelli e barba lunghi e grigi con l'aspetto risorgimentale che certamente avrà una maglia del gruppo o almeno un berretto, ecco io sono quello a fianco.
Ho un po' di barba anch'io e abbastanza ingrigito ma almeno non ho fattezze risorgimentali. Se mi localizzi farò volentieri la tua conoscenza. [;)]
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Re: Marillion: FEAR

Postby Thomas Eiselberg » 09 Sep 2016, 19:00

11mo Conte di Mar wrote:Ci hanno rifilato all' ultimo i biglietti prenotati da Marco Mazzocchi che, pare, ha dovuto rinunciare perchè precettato dalla Rai. [:-D]


[:-D] [:-D]

Mazzocchi è davvero fissato con i Marillion, deve esserci rimasto molto male [:D]
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Re: Marillion: FEAR

Postby paolo.cordella » 11 Sep 2016, 18:36

decisamente un concertone!!!
2 ore e 1/2 senza risparmio con una scaletta bellissima, attraverso i pezzoni della band (this strange engine, neverland [:p] , invisible man etc.) che credo sia stata molto più che soddisfacente per tutti anche a giudicare dalla reazione del pubblico.
chiedo scusa al conte [:(] , ma non sono riuscito ad individuarlo: non sono riuscito ad individuare nessuno in seconda fila con fattezze risorgimentali, io ero in quinta fila centrale tra mia moglie e mia sorella. sicuramente sarà per la prossima volta perchè spero proprio in una data del vero tour di FEAR, che più ascolto e più apprezzo e a cui non vedo l'ora di rendere giustizia ascoltandolo finalmente in sacd!
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Re: Marillion: FEAR

Postby 11mo Conte di Mar » 12 Sep 2016, 15:13

Tranquillo Paolo,
non ci hai notato in seconda fila semplicemente perchè eravamo in undicesima... Mi era stata riferita una balla.
Purtroppo non ci siamo incontrati ma la visione del concerto è stata ottimale molto più che in seconda fila.

Concordo su tutto. Grande concerto. La location fantastica e un pubblico numeroso e partecipe ha galvanizzato la band.
Molto tiro, anche se un paio di errori ci sono stati ma trascurabili, ottima la scelta dei brani anche se mi aspettavo un brano
in più da FEAR. I Marillion non deludono mai. Hogarth ancora in forma con la voce.
Mi dicono dal cerchio magico che è in cantiere l' idea di riportarli in primavera/estate prossima con la scaletta aggiornata
magari per due date al nord e a Roma.
Staremo a vedere.
PS pare che Rothery avesse voluto registrare un dvd della serata, data la location, ma che il resto del gruppo non fosse dell' idea.
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Re: Marillion: FEAR

Postby Thomas Eiselberg » 26 Sep 2016, 19:51

Mi è arrivato e l'ho ascoltato un paio di volte, troppo poco per un gruppo come loro (che cresce molto con vari ascolti).

Devo dire che al primo impatto mi ha fatto un effetto strano, soprattutto nei primi pezzi: El Dorado ad esempio non è per nulla come me l'aspettavo: la lunga introduzione acustica che sembra più una cosa da Anthony Phillips o primi Pink Floyd, il suo essere divisa in sezioni poco omogenee (ai primi ascolti)...non riesco a capire se crescerà tantissimo col passare degli ascolti oppure no. Certo ha un grande assolo di Ciccio Rothery che in queste cose difficilmente tradisce. Mi fa un po' l' effetto che mi fece Gaza, che però ad oggi è diventato il mio pezzo preferito di Sounds that can't be made, ho come l'impressione però che questa gli sia decisamente inferiore. Vedremo più in là (gli darei un 7,5 per ora)

Living in fear invece al momento non mi dice nulla, gradevole però forse un po' fuori posto in questi tipi di album, un po' come un paio di pezzi di Sounds...Mah, difficile non considerarla un riempitivo (voto 5)

Insomma cominciavo a temere di trovarmi di fronte ad un nuovo Somewhere else e invece...parte The Leavers. Già dall'introduzione tastieriristica che fa molto electronic-prog si capisce che c'è sostanza, il crescendo della prima sezione è classico marillion sound e non può non convincere, ancora meglio le sezioni 4 e 5, poco originali ma molto d'effetto, con la chitarra di Rothery in primo piano (voto 8,5)

A differenza però dell'album precedente il mio pezzo preferito al momento è invece uno dei più brevi, White Paper, dall'introduzione sembra di trovarsi nella classica ballata "alla marillion", con piano e voce, e invece no, il pezzo ha sostanza e ha un crescendo davvero emozionante e il testo è perfettamente in simbiosi con la musica. Un pezzo semplice eppure perfetto (voto 9), forse col tempo però verrà "sorpassato" da almeno un paio delle due suites [:D]

The new kings è invece il pezzo che credo diventerà la nuova Gaza (cioè il pezzo migliore dell'album), per il momento ancora non lo è, mi sto gustando il suo potenziale, davvero elevato. E' forse la "canzone" con più cambiamenti di tempo e di umore, la più oscura e rabbiosa ma anche la più malinconica a tratti, forse quella con più cose in comune con album come Marbles. E' anche, al momento, alle mie orecchie la suites più omogenea delle 3, non ha sezioni "complete" ed altre di pura atmosfera, tutto è sugli stessi standard. (gli darei 10 ma per ora gli do 9 [:D] ).

L'ultimo pezzo, Tomorrow's new country in realtà fa parte di The leavers ed è piuttosto delicata e breve, svolge il suo compito anche se messa così, da sola, serve più che altro come chiusura dell'album e non come vero e proprio pezzo a se stante (voto 7)

Insomma non mi aspettavo di restare così indeciso anche solo dopo un paio di ascolti, direi che siamo dalle parti di un Sounds that can't be made con meno riempitivi, insomma un gradino sotto Marbles e Brave ma al di sopra di tanti altri album. Non credo che arriverà quei livelli anche dopo ripetuti ascolti, anche se mai come questa volta non riesco a prevedere quanto davvero mi piacerà questo album ed è una bella sensazione [:)]
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Re: Marillion: FEAR

Postby paolo.cordella » 30 Sep 2016, 19:28

allora Thomas, che dirti?
secondo me FEAR è un vero discone: the leavers [8:-x] un capolavoro marillico da accostare alle cose migliori fin qui prodotte dalla band, tallonato - non so fino a quando, perchè cresce ad ogni ascolto - da white paper [8:-x] [8:-x] ;eldorado e tnk alla pari, più o meno, entrambe ottime (l'ultima parte di tnk stratosferica) [^] , living in fear abbastanza inutile se non per inserirla nel "concept-non-concept" anche se comunque buona [/:-|] .
uno dei dischi più coesi e di qualità sempre molto alta della discografia Marillion con H, e cresce, cresce, cresce sempre più ad ogni ascolto.
per fortuna mi è arrivato da Amazon il sacd, perchè sto ancora aspettando da quei fetenti della Pledge il pacchetto [!:-!]
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Re: Marillion: FEAR

Postby Thomas Eiselberg » 01 Oct 2016, 11:06

Beh si, più lo ascolto e più mi piace (non avevo dubbi). Anche El Dorado, che era la suite che mi lasciava più perplesso, devo dire che ora mi piace decisamente (anche se resto convinto che The gold sia stratosferica, il resto non allo stesso livello, per quanto buono).

Tra l'altro direi che l'album sta ottendendo anche ottimi risultati dal punto di vista delle vendite: Fear è al quarto posto delle classifiche inglesi (dove restano più conosciuti, ma è comunque un ottimo risultato, il migliore dai tempi di Fish [:0] ) ma, soprattutto, è al 14esimo posto in Italia [:0] [:0] [:0] [:0], un risultato impensabile e oserei dire clamoroso (parliamo di un gruppo ormai di nicchia, che si autoproduce, non ha una casa discografica). Sinceramente non avevo mai visto un album dei Marillion nella top 50 (non so ai tempi di Fish, ero troppo piccolo e non li conoscevo), forse Somewhere Else arrivò al 49esimo posto mi sembra, figuriamoci quasi nei primi 10. Incredibile. Grandi [^] [^] [^] [^]

Ecco cosa significa saperci fare, poi mi devo sentire che "i Genesis non potevano fare di più, sono di nicchia, non li conosce nessuno" [:(-(] [:(-(] , invece un gruppo che va avanti solo grazie ai fan e al passaparola, senza una casa discografica, ormai stagionato, che per anni è stato considerato la brutta copia dei Genesis, mi piazza un album al quarto posto elle classifiche UK, non so se mi spiego
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Re: Marillion: FEAR

Postby highinfidelity » 03 Oct 2016, 08:33

Credo tu non possa non sapere che, con Fish, Misplaced Childhood era stato N°1 in Inghilterra e poi disco di platino... Comunque questo nulla toglie al tuo discorso: sono passati secoli da quei giorni e soprattutto il complesso ha cambiato cantante, che e' un po' come ripartire da zero.
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(Luigi Russolo, Intonarumorista. 1913.)
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Re: Marillion: FEAR

Postby Thomas Eiselberg » 03 Oct 2016, 16:19

Si, Misplaced e' l'album piu' venduto della loro carriera (anche se non ricordo come si piazzo' nelle classifiche italiane), con Steve Hogarth alla voce hanno invece sempre avuto meno successo. Diciamo che se con i nostri hanno sempre avuto tante cose in comune (la voce di Fish e Gabriel, lo stile musicale, una carriera divisa in due momenti ben distinti tanto da sembrare due gruppi diversi, una prima fase progressive e una seconda piu' "pop" coincise con il cambio di cantante, un pubblico che per la stragrande maggioranza li apprezza per i primi album piu' progressivi mentre tende a snobbare o a mal digerire i piu' nuovi ecc ecc) hanno sempre avuto pure una grossa differenza: hanno venduto molto di piu' nella loro prima fase, proprio per questo certi risultati per "questi Marillion" appaiono clamorosi, hanno avuto la capacita' di sintonizzarsi col mercato, di anticipare le tendenze (si puo' dire che hanno creato il crowdfunding musicale), di inventarsi nuovi canali di vendita e ne raccolgono i frutti. Altri invece partiti da ben altre fondamenta, con ben altro seguito e considerazione si sono seduti sugli allori, questo in buona sostanza e' il mio pensiero.
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Re: Marillion: FEAR

Postby paolo.cordella » 03 Oct 2016, 17:22

anche qui in Italia Misplaced, ma soprattutto l'airplay di Kayleigh, li ha fatti conoscere a tutti: hanno partecipato al Festivalbar (Fish stava per prendere a pugni uno dei Righeira nell'albergo dove alloggiavano) e addirittura la Gallo Editori (la stessa di I know what I like) ha fatto uscire un libro illustrato con moltissime foto su di loro; riempivano i palazzetti (Milano ad esempio, 5000 persone sold out o quasi) e in classifica si sono piazzati benissimo.
nel Prog in edicola adesso, che citavo per l'articolo su Iamthemorning, ci sono due ottime interviste una a Rothery su FEAR e una a Fish: proprio lui dice che assieme a Hogarth hanno dovuto affrontare il fatto che dopo il successo di Misplaced e in misura minore - sulla scia del precedente - di Clutching, la sua carriera e quella della sua ex-band non è più riuscita a tornare a quei livelli di vendite e popolarità.
comunque questi dati di classifica e il sold out del Teatro Romano a Verona, con gente fuori che cercava disperatamente un biglietto, fanno ben sperare: le vendite, si sa, non saranno mai più quelle di un tempo per nessuno, anche per molti altri grandi nomi: pirateria, streaming, youtube e co. hanno costretto chiunque ad inflazionare di concerti l'ambiente per poter ancora guadagnare qualcosa e quindi accontentiamoci che questi miei coetanei (Hogarth e Rothery sono entrambi come me del 1959) riescano ancora a sfornare musica di grandissima qualità come quella di FEAR e speriamo possano ancora continuare.
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Re: Marillion: FEAR

Postby Thomas Eiselberg » 03 Oct 2016, 19:16

paolo.cordella wrote:nel Prog in edicola adesso, che citavo per l'articolo su Iamthemorning, ci sono due ottime interviste una a Rothery su FEAR e una a Fish: proprio lui dice che assieme a Hogarth hanno dovuto affrontare il fatto che dopo il successo di Misplaced e in misura minore - sulla scia del precedente - di Clutching, la sua carriera e quella della sua ex-band non è più riuscita a tornare a quei livelli di vendite e popolarità.


Lette, due belle interviste tra l'altro, con parecchi retroscena e aneddoti sfiziosi (inutile dire che la parola Genesis nell'intervista a Fish compare quasi in ogni frase [:D] , tipo l'aneddoto su Tony Smith, che una volta gli disse che se avesse sentito Grendel all'epoca della sua pubblicazione gli avrebbe fatto causa [:D]), peccato che abbia annunciato il suo imminente ritiro per "fare altro" [:(]

paolo.cordella wrote:comunque questi dati di classifica e il sold out del Teatro Romano a Verona, con gente fuori che cercava disperatamente un biglietto, fanno ben sperare: le vendite, si sa, non saranno mai più quelle di un tempo per nessuno, anche per molti altri grandi nomi: pirateria, streaming, youtube e co. hanno costretto chiunque ad inflazionare di concerti l'ambiente per poter ancora guadagnare qualcosa e quindi accontentiamoci che questi miei coetanei (Hogarth e Rothery sono entrambi come me del 1959) riescano ancora a sfornare musica di grandissima qualità come quella di FEAR e speriamo possano ancora continuare.


Ah, io mi "accontento" di sicuro, è un bell'accontentarsi [:D] [:)] [;)]
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Re: Marillion: FEAR

Postby Dalex_61 » 05 Oct 2016, 07:54

Ho letto con interesse le vostre recensioni e devo dire che le condivido. Il disco mi piace sempre di più e sono felicissimo per i risultati che ottiene nelle charts di mezza Europa. I Marillion lo meritano per la coerenza, il coraggio e la creatività. [:)]
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