Il "Club del 24 marzo"

Avete assistito ad un concerto dei Genesis? Li avete conosciuti di persona? Una fotografia gloriosa vi ritrae in loro compagnia? Raccontatelo qui!

Il "Club del 24 marzo"

Postby Rael Matrix » 24 May 2007, 05:11

dal blog di Fabio Z. (gennaio 2005):


Il "Club del 24 marzo" accoglie solo soci di diritto. E' una accolita numerosa che coltiva la reminiscenza come un antico segreto, si incontra nei locali dove si suona e, appena può, sfodera la memoria di quella notte, cerca particolari dimenticati e prova una felicità immensa nei dettagli che ritornano. Era un lunedì, quel 24 marzo, un lunedì di trent'anni fa. Al palasport del Parco Ruffini i Genesis misero in scena l'unico concerto italiano del loro tour più acclamato, quello in cui suonavano integralmente, come un'opera classica, il loro disco migliore, The Lamb Lies down on Broadway. Poco meno di due ore di sogni, maschere e diapositive, uno show globale, forse il primo vero musical rock. Dentro, diecimila (e più) persone stipate all'inverosimile, silenziose e incredule. Fuori le botte, le cariche dei celerini in grigio contro gli autoriduttori, le macchine in fiamme, la pioggia dei lacrimogeni. Che peccato. Per cinque anni non si videro più concerti da queste parti e, nel frattempo, era scoppiata la febbre del sabato sera.

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Il giorno del Lamb finì così per assumere la fisionomia di uno spartiacque, il simbolo della perdita dell'innocenza per una generazione numerosa che da allora avrebbe dovuto misurarsi con la musica commerciale nei disastrosi anni Ottanta. «Ciao, veniamo da lontano perché vogliamo suonare in Italia per voi e avere una bella festa - recitava in italiano la voce di Gabriel prima che lo spettacolo avesse inizio -. Abbiamo scritto una lunga storia, questa sera desideriamo raccontarvèla tutta (…) Grazie Italia, questa è la storia di Rael».

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Già, Rael, il portoricano che si muove in una New York irreale, dove sta succedendo qualcosa d'insolito, la città si distrugge e in Time Square c'è un muro della morte. Incontra Groucho Marx e Lenny Bruce, insegue il fratello John per cento minuti e, quando lo trova, scopre che non cercava altro che se stesso. Luca De Gennaro, direttore musicale di Mtv Italia, afferma ancora oggi la convinzione di aver visto due Peter Gabriel sul palco. «Alla fine, durante “It”, si assiste ad un'esplosione, s'infiammano le strobo e spuntano due figure identiche che si guardano. Non ho dubbi. Era due volte la stessa persona. Nessuno mi convincerà mai che uno era un falso». Aveva quindici anni, il dj, ma si sentiva un veterano. «Era il terzo concerto dei Genesis - racconta -. Grazie a mio fratello maggiore facevo già parte del club". I suoi ricordi, come quelli di tutti gli altri soci del 24 marzo, traboccano di sorpresa.

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«C'era lo stupore di assistere al film di quello che avevamo sentito sul disco», spiega Luciano Alberti, direttore delle Librerie Feltrinelli di Torino: «I Genesis, come gli Yes, erano già considerati dei classici, anche se non avevano la forza dirompente di altri gruppi dell'epoca, come i Rolling Stones ad esempio. Li ascoltavamo quasi di nascosto. Era bella la loro complessità, la ricchezza del concetto che si celava nella loro opera». Danilo Steffanina, esperto informatico, pinkfloydiano di razza, s’unisce al coro di «meraviglia» e subito riporta il discorso sui due Gabriel, «all'ologramma magico del gran finale», come alla cosa più toccante: «Non immaginavo che avrei visto uno spettacolo simile. Una teatralità esasperata e contagiosa».

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Il mio primo flash di socio del “Club del 24 marzo”, che si coniuga con quelli di amici come Mauro e Nico, mio fratello Sandro e cento altri, è l’informe Slipperman giallo che salta per il palco mimando il volo di un corvo poco dopo essersi fatto esplodere gli attributi: era un passaggio chiave per aspirare a più alti traguardi. Rivedo Collins batterista indiavolato, le avvolgenti e mitologiche Lamia, e le dita di Gabriel che si avvicinano, si toccano e si allontanano nella romantica Carpet Crawl. La paura all’uscita, era guerriglia vera. Ma quella è passata e il ricordo rimasto è la convinzione che, da quella notte, la musica, l’arte e il concetto di spettacolo per me non sono più stati gli stessi.


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Postby Hogweed » 24 May 2007, 07:22

Quanto mi piacerebbe avere un video di tutto il concerto...[:.-(][:(]
There's an angel standing in the sun, and he's crying with a loud voice!!!!


Non sarebbe male leggere le FAQ
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Postby Magog » 24 May 2007, 10:23

magari ci potessi essere stato !!! [:.-(]


n.b. la foto 3 è del Trick Of The Tale Tour
la foto 5 sono i Musical Box
"mangiato in fretta ? mangiato troppo è ?"
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Postby Flower » 24 May 2007, 11:29

magari ci potessi esser stata pure io![:.-(][:.-(][:.-(][:.-(]

Queste sono bellissime testimonianze da leggere,ti fanno un po rivivere l'atmosfera, far capire cosa si provava ad assistere ad un concerto,termine riduttivo,direi,di The Lamb dei ns.fantastici.[8:-x]

...parlo da ignorante,ma mi sembra che,allora,gli artisti venivano lasciati liberi di esprimere la loro arte,e la liberta' per un artista e' fondamentale non lo si puo' inquadrare,sarbbe come tenere un uccellino con le piume di mille colori e il canto soave in una gabbia!

..un po viene la malinconia[:.-(]

io vorro' sempre bene ai Genesis

[8:-x][8:-x][8:-x][8:-x][8:-x][8:-x][8:-x]
...to the Land where the Rainbow ends
Can You sense the change?
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