I dazi (da 0 a 10 quanto siamo cretini?).

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I dazi (da 0 a 10 quanto siamo cretini?).

Postby highinfidelity » 31 Jan 2013, 13:43

Credo ormai sia evidente a tutti che cio' che ha devastato il nostro modo di vivere (lavoro, reddito, previdenza) e' quella che gli affaristi di pochi scrupoli amano chiamare globalizzazione, ossia cio' che fa si' che i cinesi possano inondare i nostri mercati di spazzatura in diretta concorrenza coi nostri prodotti, mentre noi persone normali dobbiamo pagare cifre astronomiche di dogana se acquistiamo dagli Stati Uniti - tanto per dire una cosa a caso - un vecchio videogioco fuori produzione da trent'anni e con IVA VAT e tutto il resto gia' pagate trent'anni fa. Anzi: ripaghiamo tutto anche se il videogioco in realta' e di nostra proprieta' privata e un parente ce lo spedisce per posta. Bello, no? Gratis per i ricchi, a pagamento per i poveri.

Ci si dice che non si puo' far nulla per ostacolare questo processo di globalizzazione perche' il WTO non vuole, e poi ci sono degli accordi internazionali vincolanti, l'ONU, le solite balle, il protezionismo e' un suicidio, un sacco di menate eccetera eccetera. Va bene. [:-j]

Oggi pero' vengo a scoprire cio' che in realta' gia' sospettavo: che all'estero TUTTI praticano protezionismo in maniera molto spinta e molti hanno anche dei dazi veri e propri:

http://www.lastampa.it/2013/01/29/crona ... agina.html

La domanda e': ma dobbiamo per forza sempre essere i piu' cretini del mondo? [!:-!]
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Re: I dazi (da 0 a 10 quanto siamo cretini?).

Postby intermediario » 07 Feb 2013, 20:08

Questo articolo è un ottimo approfondimento, ha qualche anno ma è ancora molto attuale:

http://www-3.unipv.it/webdept/p_24s03.pdf

Si rileva giustamente che i governi nazionali vengono influenzati dall’accumulo e dalla concentrazione di ricchezze derivante dalla globalizzazione.
Non è una novità, l’attività di lobbying è sempre esistita, ma se oggi esistono multinazionali e banche con fatturati e patrimoni molto superiori a quello di una singola nazione, è facile immaginarsi che i politici, anche se si tratta di statisti capaci ed integerrimi come Gasparri, Calderoli o La Torre (...[:|] ...) possano essere influenzati negativamente da mazzi di banconote che gli vengono sventolati sotto il naso.
Anzi, non ci vuole molto ad immaginare che questa discarica umana che ci ritroviamo al posto della classe politica sia stata per l’appunto generata dalla globalizzazione. Troppi soldi in mano a pochi portano la politica lontano dall’interesse generale.
Lo Stato evidentemente non dovrebbe stare a guardare, il liberismo assoluto non può fare il bene della collettività. In questo momento in Italia avremmo forse bisogno di qualche dazio commerciale sulle importazioni, soprattutto finalizzato al mantenimento di certi standard sociali (cara azienda cinese, se puoi dimostrarmi documenti alla mano che la tua produzione si svolge rispettando l’ambiente, la sicurezza e i diritti dei lavoratori le tue merci entrano senza dazio, altrimenti paghi. E’ burocrazia? No, è difesa degli standard sociali che abbiamo conquistato negli ultimi secoli). Sicuramente avremmo bisogno anche di limitazioni alla circolazione dei capitali; (“ma se tassi le rendite finanziarie tutti portano i capitali all’estero”…va là che se gli blocchi il conto corrente forse invece li lasciano qui).
Quindi si torna al problema di una politica che metta in atto queste misure; e sarà durissima fino a quando i lobbysti avranno risorse economiche enormi per comprarsi i politici ed i politici useranno i soldi delle nostre tasse per comprarsi gli elettori (chissà dove vanno a finire i “rimborsi elettorali”…). Sarò pessimista, ma non vedo soluzioni pacifiche a questa impasse.
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Re: I dazi (da 0 a 10 quanto siamo cretini?).

Postby highinfidelity » 08 Feb 2013, 09:11

Grazie per il link, il documento e' lungo ma molto interessante. Mi ha ricordato i volantini che negli anni '70 venivano distribuiti agli operai per spiegare in modo comprensibile concetti economici difficili. Perche' all'epoca gli operai, anziche' votare lega, volevano capire come funzionavano le cose. E gia' qui secondo me sta una buona meta' del problema.

Il documento cita Reagan e Tatcher, i due servi del denaro che han dato inizio alla fine del mondo (purtroppo non solo nelle due rispettive nazioni, che' altrimenti ce ne fregheremmo). Io naturalmente sono contrarissimo ad attentati sanguinari e aborro il ricorso alla violenza, ma forse in quei due casi avrei fatto un'eccezione. Diciamo che sicuramente non avrei pianto, ecco.

Il problema piu' grosso e' che quel documento e' di dieci anni fa. Dice cose inconfutabili e sotto gli occhi di tutti, eppure in dieci anni non s'e' fatto assolutamente nulla, anzi! Estrapolo due frasi per chi non ha tempo di leggerlo tutto:

[Secondo i sostenitori della globalizzazione] i risparmiatori, liberati da ogni impaccio di sorta, avrebbero scelto di impiegare la propria ricchezza nei paesi cosiddetti “emergenti”, paesi a reddito medio-basso e possibilmente stabili politicamente nei quali le prospettive di profitto sono certamente superiori a quelle offerte da paesi già ricchi e in qualche modo saturi, maturi. Senza timore di essere troppo imprudenti, si può certamente dire che questa è una gigantesca sciocchezza.
(...)
La globalizzazione finanziaria di per sé non garantisce affatto l’afflusso di capitali verso le regioni più povere. Anzi [le] cifre ci dicono che i movimenti di capitale probabilmente seguono la rotta inversa e tendono ad allargare i divari di reddito esistenti.


Questo lo scrive non certo un comunista ma un docente universitario d'economia. E mi pare sia non solo talmente chiaro che lo potrebbe capire anche un bambino dell'asilo, ma coincide anche a perfezione con cio' che chiunque (salvo che non sia un povero ritardato mentale) ha inequivocabilmente sotto i proprio occhi da vent'anni.

Ebbene? In Italia rischia di ri-vincere il nano pelato? Negli Stati Uniti un folle integralista liberista come Kerry a momenti soffiava il posto a Obama?

Ditemi voi. [:|]
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Re: I dazi (da 0 a 10 quanto siamo cretini?).

Postby intermediario » 08 Feb 2013, 10:41

Infatti…se per decenni non vengono fatte le cose che sono evidentemente nell’interesse della collettività, si vede che al governo ci sono persone che perseguono altri scopi. Non credo che dipenda dall’incompetenza dei ministri: alcuni sono realmente incompetenti, e non è un caso che siano finiti lì. Altri si preoccupano di ben altro che non l’interesse del nostro Paese.
Faccio un altro esempio: se è vero che il problema nel bilancio pubblico italiano sono gli interessi passivi (al netto dei quali le cose non vanno poi così male), invece di perdere tempo in chiacchiere e pseudo-riforme del mercato del lavoro si dovrebbero prendere in considerazione proposte come questa:

http://espresso.repubblica.it/dettaglio ... ri/2187459

Non vedo cosa ci sarebbe di scioccante: un acquisto forzoso di Btp al posto dell’aumento dell’Imu e dell’Iva lascerebbe i soldi in tasca agli italiani (anche se a medio termine) ed abbasserebbe lo spread indipendentemente dal fatto che le elezioni vengano vinte da questo o quello.
Ma evidentemente questo non è l’obiettivo di chi ci governa.
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Re: I dazi (da 0 a 10 quanto siamo cretini?).

Postby highinfidelity » 08 Feb 2013, 11:55

L'idea e' buona, ma secondo me e' scarsamente praticabile. Nel senso che prevede una stabilita' politica ed una seria assunzione di responsabilita' che in Italia sono entrambe a corrente alternata. La strategia si puo' infatti dividere in due fasi: il prestito forzoso (e quello potrebbero metterlo in atto tutti, se solo lo volessero) ed il risanamento dei conti (e questo invece, abbiamo mostrato chiaramente piu' volte con grafici inappuntabili, solo il centro-sinistra e' veramente capace di attuarlo).

Una situazione pari a quella prospettata, tra l'altro, s'e' gia' presentata e l'abbiamo gia' vissuta: nel 1° gennaio 1999, quando si fisso' irreversibilmente il cambio Lira/Euro. Il risultato, tanto per cambiare, fu portato a casa da Romano Prodi (centro-sinistra). Tutti (tranne un vecchio nano pelato) brindarono perche' l'elevato cambio spuntato ci avrebbe garantito esportazioni favorevoli e quindi la possibilita' di ripianare con tutta calma e in una situazione di vantaggio economico il nostro debito, cosa su cui anche gli altri soci europei contavano. Ma cosa ha fatto a quel punto il geniale popolo italico? Ha messo capo del governo, per altri dieci anni, uno stupido buffone incompetente e ignorante come una capra. Per cui l'occasione, quasi irripetibile, e' stata completamente dissipata.

A che servirebbe ora ritentare? Supponiamo pure che Bersani o anche Monti o anche Fini e Casini (cito persone magari non meravigliose ma con ancora un residuo senso del limite e delle responsabilita' verso la nazione) promulghino la legge del prestito forzoso. E fin li' non ci vuole niente: basta scriverla, cinque minuti in tutto. Poi pero' nei trent'anni successivi a capo del governo ci vorrebbero sempre e continuativamente persone responsabili e attente al debito, non pagliacci che prima brindano perche' L'Aquila crolla e si possono tirar soldi nel cesso con la new town e cinque minuti dopo si fan ritrarre in foto mentre fanno le corna al parlamento europeo e cucu' alla primo ministro tedesca.

E io, vissuti sulla mia pelle gli ultimi vent'anni, dubito fortemente che gli italiani siano in grado per i prossimi trent'anni di fila di non eleggere dei cretini a capo del consiglio.
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Re: I dazi (da 0 a 10 quanto siamo cretini?).

Postby intermediario » 08 Feb 2013, 12:31

E' l'amara verità.
Ancora oggi c'è gente che spera che una vittoria di B. (ormai mi viene quasi la nausea a scriverlo) possa rilanciare l'economia.
Sto cercando di farmi una filosofia in merito: quella contro l'ignoranza politica è come la battaglia contro la polvere in casa. La togli e lei ritorna, la togli e lei ritorna. Ma del resto non si può neanche smettere di toglierla, ci toccherà di andare avanti all'infinito con questa storia. [:|]
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Re: I dazi (da 0 a 10 quanto siamo cretini?).

Postby highinfidelity » 08 Feb 2013, 13:05

Bella metafora. E altrettanto amara verita'. [:|]
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