Attentato di Parigi.

Volete parlare d'attualita', di sport o di argomenti che non hanno a che fare con i Genesis? Fatelo qui. Educazione e basso profilo sono obbligatori.

Attentato di Parigi.

Postby Salmacis » 14 Nov 2015, 20:02

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Re: un po di NEWssssss!!!!!

Postby Thomas Eiselberg » 15 Nov 2015, 12:32

Molto interessante

Perfettamente d'accordo sul valore che ha il silenzio in questi casi. In questi giorni sto leggendo soltanto tanti slogan, tante "frasi fatte", tanto odio, ma anche tanta banalità sui social (tutti si credono in diritto di parlare e di esprimersi ma leggo solo tanta ignoranza e discorsi che in altri tempi ognuno si sarebbe tenuto giustamente per se) Mi vedo Salvini in tv che a poche ore dall'accaduto se ne esce con i suoi soliti prolcami e i suoi soliti slogan da quattro soldi e mi vengono in mente gli sciacalli. Leggo gli articoli di Libero e capisco che i terroristi hnno ottenuto l'effetto che volevano ottenere.
E' vero che è una guerra ed è un nuovo tipo di guerra, molto diversa da quelle del passato (una guerra senza nemici identificabili e costruita "dall'interno") ma spesso per prevedere il futuro basta osservare quello che è accaduto nel passato.
Essi vivono noi dormiamo. Obbedisci, compra, non pensare, il denaro è il tuo dio.

E' buona cosa leggere sempre leFAQ
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Re: Attentato di Parigi.

Postby highinfidelity » 16 Nov 2015, 08:32

Mi sono permesso di "splittare" il messaggio di Salma in un topic a se' stante vista la portata degli eventi, e considerato anche che il Bataclan e' stato un locale di una certa rilevanza nella carriera dei Genesis. Li' (anche se non saprei dire se la sede sia sempre la stessa) fu girato uno dei loro filmati d'epoca piu' celebri. [:(]

Ho letto il messaggio di Terzani ma devo dire che non sono affatto d'accordo.

Non lo sono in linea di principio, in quanto Terzani, come molti pacifisti, in nome del quieto vivere omologa completamente culture che hanno raggiunto una sana e netta divisione tra religione e politica (la cosiddetta "laicita'") e culture che sono ancora ben lontane dall'aver compiuto questo salto filosofico. E' un po' brutto ritrovarsi a dire "noi siamo superiori a loro", "noi siamo piu' avanti di loro", "loro ragionano ancora come noi ragionavamo nel medioevo", ma per quanto sia brutto e "maleducato" dirlo e' cosi' che stanno le cose e da questo dato di fatto deve partire qualunque ragionamento, pacifista o non pacifista che sia. Mi rifiuto categoricamente di far finta che l'illuminismo, il positivismo e cinquecento anni di filosofia non siano mai esistiti e non contino nulla in nome dell'abbastanza inutile principio del "politicamente corretto".

Non lo sono in quanto le parole di Terzani, se ancora potevano essere colte col beneficio del dubbio 15 anni fa, sono oggi palesemente errate, soprattutto nel passo in cui sostiene che <<Certo non è l’atto di “una guerra di religione” degli estremisti musulmani per la conquista delle nostre anime, una Crociata alla rovescia, come la chiami tu, Oriana. Non è neppure “un attacco alla libertà ed alla democrazia occidentale”>>. Purtroppo Terzani e' stato "superato a destra" dallo IS, che ha come scopo principale se non unico esattamente la guerra di religione, la crociata alla rovescia, l'attacco alla liberta' ed alla democrazia. Dichiaratamente.

E infine non lo sono perche' Terzani, come sovente purtroppo capita anche ai migliori pacifisti, non e' assolutamente in grado di proporre una strada concretamente percorribile. Si perde in interminabili monologhi da oratorio e, in conclusione, a stragi inenarrabili contrappone un buonismo di principio che - detto proprio francamente, con tutto il rispetto - fa sorridere per quanto e' puerile ed ingenuo. Funzionerebbe solo se tutti al mondo fossero dei Terzani, ma cosi' palesemente non e'.

Certamente i fatti dei giorni scorsi hanno dato la stura al peggio del peggio che propone il nostro osceno paese, con stronzate colossali da parte di Salvini e titoli da vomito (sai che novita') da parte de Il Giornale.

Tuttavia la dura realta' e' che nel 2014, quando venne dichiarata la fondazione dello IS ed era ormai chiarissimo quanto questo "stato" (chiamiamolo cosi', Rousseau ci perdonera'...) sarebbe stato violento e aggressivo, l'unica cosa ragionevole da fare era eliminarlo subito, immediatamente: poche storie.

Viceversa noi europei non abbiamo fatto un tubo di niente: figurarsi, la nostra politica estera in pratica non esiste... Facciamo ridere. Ci sono voluti vent'anni solo affinche' i "partnersss europei" si ficcassero in testa che c'era un problema pazzesco di immigrazione dal mediterraneo, puoi capire! Per vent'anni ci siamo sentiti rispondere che eravamo solo dei gran fregnoni, che dovevamo arrangiarci!

Gli americani, poi, che dio li benedica... Di medio oriente non hanno mai capito nulla di nulla, e per i soliti giochetti di alleanze hanno anche il difetto di bersi qualunque fesseria Israele propini loro. Erano addirittura li' li' per dare una spallata ad Assad, cosa da cui fortunatamente all'ultimo si sono trattenuti, ma non certo per lungimiranza (quella non sanno manco cosa sia) ma perche' grazie al cielo e' scattato un muro-contro-muro con la Russia di Putin. Sempre "grazie" a Putin sono venuto nei mesi scorsi a sapere che da due anni siamo informalmente in guerra contro lo IS. E dire che leggo i giornali tutti i giorni. Se non fosse per Putin ancora non lo saprei. Veramente ottimo, non c'e' che dire. [:|]
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Re: Attentato di Parigi.

Postby intermediario » 16 Nov 2015, 11:44

Concordo al 99% con High, però penso che il “medioevo culturale” in cui buona parte dell’Islam vive ancora sia semplicemente un ambiente favorevole in cui qualche lestofante sta portando avanti i suoi sporchi affari, che costituiscono il vero obiettivo dell’Isis.
Per me la guerra è una specie di impresa, i kamikaze sono solo gli operai o i co.co.co. che svolgono manualmente il lavoro, soldi ed ordini vengono da qualcun altro.
Non credo che il fanatismo religioso sia la vera molla che fa scattare la violenza, al massimo fa parte delle caratteristiche richieste per essere un jihadista. Diciamo che non è la “mission” aziendale, ma solo uno dei requisiti che un kamikaze aspirante suicida deve avere nel suo curriculum.
Credo invece che il nero della bandiera dell’Isis non alluda alla morte, ma al petrolio.
Fino agli anni ’80 USA ed Europa sono riusciti a garantire un regolare flusso commerciale di petrolio imponendo regimi fantoccio nei Paesi produttori (Reza Pahlavi in Iran, Saddam in Iraq, ecc.) ma dagli anni ’90 il gioco ha cominciato a non funzionare più; prima Saddam e Gheddafi poi Bin Laden e adesso Al Baghdadi hanno provato a rilanciare l’idea dello stato “pan arabo”.
Più o meno nello stesso periodo si è cominciato a capire che le riserve di petrolio non sono infinite; probabilmente questo ha rotto degli equilibri, qualcuno ha cominciato a sgomitare per cercare di sfruttare al massimo questi ultimi decenni di superguadagni, usando per la manovalanza la propaganda religiosa ed il risentimento dei giovani arabi che si sentono sfruttati “a casa loro”.
Insultare l’Islam serve solo a creare nuovi proseliti, chiudere le frontiere (ammesso che sia veramente possibile) vuol dire assistere dalla finestra ai massacri in Siria e nel Mediterraneo.
Per fare veramente male all’Isis dobbiamo finalmente modificare la nostra politica energetica e diventare indipendenti dal petrolio. Fra pochi anni dovremo farlo comunque, perché finirà. Mettiamo una candela sui nostri davanzali, ma anche un pannello solare sui tetti. Giriamo di più in treno e di meno in auto.
Dobbiamo arrivare al più presto al giorno in cui potremo dire “Pronto Isis Spa? Avete preparato i barili di petrolio per la consegna di oggi? Ecco, teneteveli. Clic.”
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Re: Attentato di Parigi.

Postby intermediario » 16 Nov 2015, 11:53

Comunque andare a risentire Peter che nel 1973 cantava The knife al Bataclan ("alcuni di voi moriranno, martiri della libertà che io vi porterò") è una cosa che gela il sangue nelle vene.
Il rock ha sempre cercato di esorcizzare la paura della guerra, dando per scontato che si trattasse di qualcosa che appartiene al passato.
Adesso dobbiamo imparare ad affrontare questo tema come qualcosa che appartiene al presente, dovremo essere molto bravi per capire precisamente da dove arriva il pericolo e gestirlo a mente fredda.
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Re: Attentato di Parigi.

Postby Salmacis » 16 Nov 2015, 11:59

Quest'ultima di intermediario è una cosa su cui sono d'accordo: il problema petrolio. Spero che finisca il prima possibile, accidenti. Ma poi mi chiedo, dopo il petrolio, cos'altro ci sarà? Perché la storia è chiara: se non è un motivo, è un altro. Non c'è, cazzo, non c'è assolutamente un modo di impedire all'uomo di combattere l'uomo, e possiamo appunto dire tutte le belle parole che vogliamo: non accadrà mai. La "guerra" è cominciata quando l'uomo ha inventato il proprio Dio, la propria moneta e i propri confini territoriali. Di quanto tempo parliamo? Infinito. La lotta è "a chi ce l'ha più grosso". E nessuno, inutile nasconderlo, nessuno di quelli che stanno al governo (ma anche quelli sotto di loro) sarà mai disposto a dire "ok, mi arrendo", "ok, tu mi hai attaccato ma io non attaccherò te", "ok, il mio stato è bello ma anche il tuo non scherza ;) ^^ :***". Il mondo mi fa schifo. Tutto.
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Re: Attentato di Parigi.

Postby highinfidelity » 17 Nov 2015, 13:19

Certamente da almeno 60 anni (come minimo) avremmo dovuto sganciarci dalla dipendenza di combustibili come carbone e petrolio. Prima ancora che per una questione politica per una questione tecnica, di orgoglio tecnologico e scientifico. Il fatto che ancora li adoperiamo e', molto semplicemente, ridicolo. Durante la grave crisi energetica di inzio anni '70 la Francia tento' davvero di svincolarsi tramite un programma statale di sviluppo di auto elettriche e batterie di nuova generazione. Purtroppo tecnicamente la cosa non era facile, ma soprattutto la crisi duro' troppo poco e si torno' allegramente a bruciare combustibili fossili dimenticando tutto. Forse oggi, con nuovi mezzi e con tutta la potenza scientifica, industriale ed economica della UE, sarebbe il caso di ritentare sul serio: sono certo che il successo ci arriderebbe.

Cio' detto, pero', non so che effetti concreti questo avrebbe sul medio oriente. Forse il mancato acquisto di petrolio renderebbe ancora piu' misera la popolazione civile di quanto gia' non sia, destabilizzando ulteriormente lo scenario sociale di quelle aree, con un ovvio irrobustimento delle fila dei terroristi. Ma d'altro canto e' anche vero che nei paesi mediorientali non c'e' assolutamente nessuna ridistribuzione della ricchezza, per cui tagliando gli acquisti si danneggerebbero solo i vari ayatollah, sceicchi e califfi di turno; la popolazione civile forse manco noterebbe la differenza. Difficile dirlo.

Salma, non e' una questione di come siamo noi, e' la natura delle cose che e' fatta cosi'. Hai mai avuto due gatti? Prova a dar da mangiare ad uno e all'altro no, e poi vedi cosa succede! Ma prova anche solo a mettere in comunicazione due vasi, uno pieno d'acqua e l'altro vuoto, e vedi se per caso il vaso pieno resta pieno e quello vuoto resta vuoto. Per quello (e molti altri aspetti ovviamente, questi sono solo due esempi banali) io diffido dei pacifisti duri e puri. La pace e' un anelito, una sublimazione a cui tendere, un valore massimo. Non e' un "punto di riposo" a cui l'universo tenderebbe se si eliminassero le armi o se si eliminasse il denaro o se si eliminasse, tout-court, l'uomo. Spesso e' da difendere con le unghie e con i denti, per quanto cio' sembri un ossimoro. SI VIS PACEM PARA BELLUM scriveva Vigezio, e non era certo un cretino. Molte discipline orientali hanno come simbolo sacro lo yin e lo yang che si intrecciano come un vortice, il bianco che si stempera nel nero e viceversa, il bianco con un punto nero al suo centro ed il nero con un punto bianco al suo centro. L'intreccio di male e bene, col bene che a volte si trova nel male ed il male che talvolta puo' fare il troppo bene. La metafora e' chiarissima. Ed e' cosi' che, molto semplicemente, e' fatto il mondo, piaccia o no.
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Re: Attentato di Parigi.

Postby highinfidelity » 17 Nov 2015, 15:02

Immancabile, un pensiero di Steve... [:.-(]

http://www.hackettsongs.com/blog/steve158.html
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Re: Attentato di Parigi.

Postby intermediario » 17 Nov 2015, 15:47

... [:(]
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Re: Attentato di Parigi.

Postby Salmacis » 17 Nov 2015, 21:30

Marco, quel che dici è giusto e in parte mi riferivo alla stessa cosa: la guerra esiste, punto. Inoltre comprendo come ogni cosa esista perché (o fino a che) esiste il suo contrario, e che il mondo si basa su equilibri di questo tipo. Tuttavia l'esempio del gatto e dei vasi comunicanti mi piace e lo riprendo: personalmente, non affamerei i miei gatti. Personalmente, dividerei in parti eque il cibo da dar loro. E i vasi mi piacciono perché, appunto, "comunicano" fino a essere "felicemente pieni per metà" entrambi. Il punto è che l'essere umano, a differenza del vaso, non sa - generalizzo volutamente - né "comunicare" né "accontentarsi" di una parte. L'uomo vuole essere pieno completamente, e questo è il risultato. Ora non voglio assolutamente fare un banale discorso qualunquista della serie "prendiamo tutto l'oro del mondo e dividiamolo in parti uguali per tutti", perché sarebbe un'assurdità. Io credo semplicemente nella forza del dialogo e nel rispetto reciproco. Attenzione, con "credo" intendo proprio "la penso così", non dico quindi "il mondo dovrebbe farlo", perché mi rendo conto che non è possibile. Ma pensa alla possibilità: se fosse una strada praticabile, non si evitrebbero i conflitti? E non dico "risolverebbero", perché chiaramente ogni popolo ha le sue regole e le sue fissazioni, quindi nessun vicino di casa potrebbe andare a dirgli quello che deve fare e come. Ma almeno un tacito accordo della serie "va bene, mi stai sul cazzo, ma rispetto la tua condizione di essere umano". La vuoi una risoluzione veramente utopistica, non pacifista e fantascientifica? Bene: il pianeta è pieno di zone deserte e completamente prive di qualsiasi forma di vita. Due stati si scazzano tra loro? Andate lì e sfracellatevi per i fatti vostri. Chi resta in piedi si becca un giro sarcastico di applausi. Tanto, di militari tirati su a pane e morte in nome della patria ce ne saranno sempre a bizzeffe, sono scelte personali.
Oppure: avete presente il collega, il vicino, il parente che non sopportate nella maniera più assoluta? Che fate? Lo ignorate. Non occorre farlo licenziare, rigargli la macchina, diseredarlo. Certo, l'altro dovrebbe fare lo stesso. E ci si tiene cordialmente sulle palle senza versare sangue tanto per movimentare la giornata. Se lo facessero i capi di stato, avremmo un mondo decisamente ipocrita ma sano e salvo. Sull'ipocrisia ci siamo già, bisognerebbe lavorare sull'ultima parte.
Sciocchezze a parte, mi auguro che un giorno si arrivi appunto a capire che senza il rispetto reciproco non si arriverà mai da nessuna parte. E comunque, se è vero che si raccoglie ciò che si semina, l'Europa e gli Stati Uniti non potevano aspettarsi niente di diverso.

---

Come sempre, immenso Steve [8:-x] [8:-x] [8:-x]
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Re: Attentato di Parigi.

Postby highinfidelity » 18 Nov 2015, 14:13

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Re: Attentato di Parigi.

Postby Duke59 » 21 Nov 2015, 10:51

Al di là delle indiscusse cause geopolitiche che stanno alla base dell'escalation avvenuta nel medio-oriente e in Africa nel corso degli ultimi 40/50 anni c'è in più la componente del fanatismo religioso che mi inquieta assai.

Il fanatismo religioso (inquisizione spagnola, crociate, lotta agli "infedeli", malattia mentale vista come possessione diabolica, uccisioni nel nome di dio, attentati da parte di di sette come la Aum Shinrikyo in Giappone, ecc..) è forse peggio dei fanatismi politici (Pol Pot in Cambogia, Pinochet in Cile, ecc..).

Per fortuna anche i capi religiosi islamici stanno iniziando a prendere posizioni nette

http://www.gadlerner.it/2015/11/21/gli- ... estremisti
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Re: Attentato di Parigi.

Postby intermediario » 24 Nov 2015, 10:29

Questo è importantissimo, è indispensabile che gli Imam si attivino per isolare i violenti e per togliere ai giovani disadattati la voglia di trovare una nuova identità nella jihad.
Per loro sarà un impegno difficile, potrebbero anche correre dei rischi personali, ma è indispensabile.
Basta sostituire la parola "Isis" con "BR" ed "Islam" con "PCI" e riviviamo la stessa storia che abbiamo vissuto in Italia negli anni 70. Le BR cercavano il consenso delle masse e dei giovani comunisti, mentre il PCI li ha isolati ed i sindacalisti hanno contribuito a denunciare i violenti nelle fabbriche, a volte rimettendoci la vita.
Alla fine è servito per togliere ai terroristi l'acqua in cui cercavano di nuotare.
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Re: Attentato di Parigi.

Postby highinfidelity » 02 Dec 2015, 14:48

Forse una prima timida notizia che va nella direzione da voi auspicata:

http://www.repubblica.it/ambiente/2015/ ... 128592752/
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Re: Attentato di Parigi.

Postby Salmacis » 02 Dec 2015, 15:54

Speriamo! Una centrale su due a energie rinnovabili sarebbe davvero un'ottima notizia. Comunque, con un po' di impegno ce la si può fare. Come disse la gòcce a la ròcce: "Timbe 'nge vòle, ma te fàzzeche u' bbùche".
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Re: Attentato di Parigi.

Postby aorlansky60 » 07 Aug 2017, 13:51

Mi dispiace non essere stato presente in tempo reale a questo dibattito, perchè sono nati spunti interessanti, uno su tutti il PETROLIO.

Il PETROLIO è la materia prima che muove l'occidente (e qualsiasi paese che si possa definire "industriale") :

il fatto è che la moderna civiltà industriale è basata sul PETROLIO (e uso di suoi derivati), non esistendo al momento alcun tipo di alternativa pratica -forse è allo studio teorico ma nulla di più- che si possa anteporre alla prima in tutti i suoi aspetti logistici/produttivi (se per qualsiasi motivo dovessero improvvisamente interrompersi le forniture di PETROLIO dai paesi produttori, il mondo industrializzato si fermerebbe in pochi istanti e non è uno scherzo : di certo si fermerebbero tutti quei Paesi che NON sono energeticamente autosufficienti -praticamente tutti i Paesi Europei- UK e Norvegia a parte che possono contare sui propri pozzi nel Mare del Nord comunque nulla di paragonabile a quanto è in grado di garantire, per quantità e qualità del proprio OIL, un Paese quale l'Arabia Saudita)

il motivo principale è presto detto :

il motivo più vecchio del mondo, il motivo a causa del quale da 6000 anni vengono combattuti conflitti bellici tra Nazioni : PROFITTI - detto in parole povere soldi, una montagna di SOLDI anzi INFINITE MONTAGNE di SOLDI, garantite [per pochi](*) dall'inizio degli anni 70 da due fattori decisivi messi in atto dal Paese economicamente [e militarmente] più potente del mondo, gli USA :

1) sgancio del DOLLARO dall'ORO (1971) voluto dall'amministrazione Nixon, dato che gli USA -a causa dei costi insostenibili della guerra del Vietnam- non riuscivano più a garantire che per ogni dollaro stampato fosse presente il corrispettivo di ORO a garantirlo così come doveva essere dagli accordi storici di Bretton Woods del 1946;

2) aumento del prezzo del PETROLIO greggio, passato dai miseri 5 dollari al barile (come era stato per alcuni decenni) via via a 10, 20, 30, 50 e passa dollari al barile, in conseguenza della guerra del Kippur (1973 tra Israele e paesi arabi) che decretò la celebre CRISI PETROLIFERA per i paesi occidentali (Europei soprattutto) : da quell'evento (provocato artificiosamente ad arte dagli stessi USA) il prezzo del PETROLIO non sarebbe più stato lo stesso [per come lo si conosceva dal 1945 al 1970]

i Paesi che hanno tratto beneficio di queste "infinite montagne di soldi" (*) sono stati i Paesi Arabi produttori (Arabia saudita in testa seguita dagli Emirati vicini della penisola araba) e naturalmente gli USA e di riflesso UK e la city londinese, dove i petrodollari hanno trovato la loro logica collocazione (...);

È in virtù di questa alleanza (sancita ufficiosamente tra paesi Arabi e finanza anglosassone USA UK) non ufficialmente dichiarata che il mondo viene sorretto, guidato e soggiogato :

a causa di essa il mondo intero è OBBLIGATO a consumare derivati del PETROLIO per GARANTIRE lo status di ricchezza ai primi.

E finchè gli USA saranno abbastanza FORTI da conservare il ruolo guida (per potenza economica finanziaria e... MILITARE) di indiscusso Paese num.1 al mondo (che detengono dalla fine della IIda guerra mondiale) ci possiamo scordare messa in atto pratico su vasta scala di energie e di sistemi industriali alternativi al PETROLIO (magari anche MOLTO meno impattanti sull'eco sistema ambientale). Purtroppo. Ma così è.
...AMA TUTTI, CREDI A POCHI, NON FAR MALE A NESSUNO...
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