Page 1 of 1

OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 18 Mar 2025, 15:09
by highinfidelity
OndaRock ha pubblicato un'intervista-fiume a Mario Giammetti, in cui gli chiede di ripercorrere la storia di Dusk, di raccontare qualche spigolatura dei suoi incontri con i Genesis, e anche di rivelare quali siano i suoi dischi preferiti dei Genesis come complesso e come solisti:

https://www.ondarock.it/speciali/mariog ... enesis.htm

Non ci sono naturalmente grosse sorprese per chi legge assiduamente Dusk e conosce gli articoli o gli editoriali di Mario; ma comunque, come scrivo sempre, la storia dei Genesis è talmente bella che è sempre piacevole anche solo ricapitolarla! [:D]

Re: OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 18 Mar 2025, 18:00
by TDuke
Bella intervista infatti! Direi che anche l'intervistatore Francesco Nunziata si dimostra discretamente appassionato e competente, per fortuna [:)]

Re: OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 18 Mar 2025, 20:41
by rkive
D: Quali sono gli elementi che rendono i Genesis così riconoscibili nell’ambito del progressive-rock?

Direi sostanzialmente due cose: il gusto e la melodia. Per il primo elemento, mi pare stridente la differenza rispetto ad alcune delle pomposità e degli eccessi tipici del prog-rock (spesso reiterati nei concerti) che, di lì a qualche anno, sarebbero diventati tra l’altro il (sacrosanto) bersaglio preferito del punk. Ecco, i Genesis non sono mai caduti in quella trappola, semplicemente perché non era nella loro natura. E poi la melodia, per quanto non certamente scontata o banale(e qui vanno riconosciute in particolare le doti di Tony Banks), ma che li ha differenziati da colleghi altrettanto, se non più dotati tecnicamente, che però avevano la tendenza a ingolfare le loro partiture di elementi intricati e non sempre, diciamolo, davvero necessari.

D: A proposito di Gabriel, cosa pensi della colonna sonora "Passion", che trovo superlativa...

R: Dopo il suo terzo e il quarto album, per me è il miglior disco di Gabriel. Vedo che su tante cose la pensiamo in maniera simile.


Due risposte per me contradditorie: a meno che Passion lo si conosca a memoria. [:-I]

Re: OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 19 Mar 2025, 07:31
by aorlansky60
Quali sono i tuoi tre dischi preferiti dei Genesis e perché?

Credo che il trittico 1971/'73 ("Nursery Cryme"/ "Foxtrot"/ "Selling England By The Pound") sia la quintessenza del miglior progressive inglese in assoluto, quindi probabilmente sono questi tre i migliori. Tuttavia, detto di "The Lamb...", personalmente adoro altrettanto "Trespass", un album pastorale e bucolico, con incursioni nel folk e quelle incredibili chitarre a 12 corde, un’invenzione di Anthony Phillips in combutta con Mike Rutherford."


...direi che sono d'accordo al 100% con Mario Giammetti!
in così poco spazio come ha usato, non avrebbe potuto spiegarlo meglio, in particolare nei punti che ho sottolineato. [8D]

Re: OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 19 Mar 2025, 16:31
by Thomas Eiselberg
rkive wrote:D: Quali sono gli elementi che rendono i Genesis così riconoscibili nell’ambito del progressive-rock?

Direi sostanzialmente due cose: il gusto e la melodia. Per il primo elemento, mi pare stridente la differenza rispetto ad alcune delle pomposità e degli eccessi tipici del prog-rock (spesso reiterati nei concerti) che, di lì a qualche anno, sarebbero diventati tra l’altro il (sacrosanto) bersaglio preferito del punk. Ecco, i Genesis non sono mai caduti in quella trappola, semplicemente perché non era nella loro natura. E poi la melodia, per quanto non certamente scontata o banale(e qui vanno riconosciute in particolare le doti di Tony Banks), ma che li ha differenziati da colleghi altrettanto, se non più dotati tecnicamente, che però avevano la tendenza a ingolfare le loro partiture di elementi intricati e non sempre, diciamolo, davvero necessari.

D: A proposito di Gabriel, cosa pensi della colonna sonora "Passion", che trovo superlativa...

R: Dopo il suo terzo e il quarto album, per me è il miglior disco di Gabriel. Vedo che su tante cose la pensiamo in maniera simile.


Due risposte per me contradditorie: a meno che Passion lo si conosca a memoria. [:-I]


Può apparire una risposta contraddittoria, tuttavia non lo è poi molto. Lui dice che adora i Genesis per la melodia e per il fatto che i nostri hanno sempre fatto un prog complesso tuttavia accessibile, senza scadere nelle eccesso e nel kitsch, nelle lungaggini e in musica prolissa ed inutile. E concordo totalmente.
Poi indica Passion come uno dei suoi album preferiti di Gabriel che, seppur non essendo un album di immediato ascolto (ma dopo 2/3 ascolti non lo è più), non è kitsch, non contiene musica complessissima a e intricata (e infatti non credo si possa parlare nemmeno di prog, se non concettualmente), non ci vedo "eccessi" o "virtuosisismi". Anzi è musica d'atmosfera, spesso anche molto basilare, non credo contenga punte di protagonismo da parte di chi ci suona.

E infatti pur non essendo fan del prog più pomposo che indica Giammetti, pure a me Passion piace. Certo va ascoltato nel momento giusto e con l'indole giusta, non è ci si può mettere lì e dire "dai adesso mi ascolto qualche pezzo di Passion per gasarmi un po'' [:D]

Re: OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 19 Mar 2025, 17:31
by rkive
"Poi indica Passion come uno dei suoi album preferiti di Gabriel che, seppur non essendo un album di immediato ascolto (ma dopo 2/3 ascolti non lo è più)".

Penso che dopo diversi ascolti si possono apprezzare anche gli album più pretenziosi.

Perché alla fine "qualcosa" ti rimane. [:-I]

Re: OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 19 Mar 2025, 18:09
by Thomas Eiselberg
Dipende. Ci sono album che ho ascoltato anche 10/15 volte ma proprio non riescono a dirmi nulla, mi sembrano suoni messi in fila a casaccio. Non faccio nomi, come risaputo riguardano complessi tipo uno che inizia con la E e finisce con Lp [:D]

Passion invece per alcuni può comunque risultare ostico perchè non è musica pop o commerciale, ma è comunque musica d'atmosfera, non è intricato, non ci sono 500 cambiamenti di tempo, i pezzi non durano 50 minuti o sono pieni di assoli complessissimi e iper tecnici. Semplicemente è musica da ascoltare con attenzione per farsi catturare da determinate atmosfere, ma il più delle volte si tratta di pochi accordi o di riff ripetuti.

Re: OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 19 Mar 2025, 20:02
by rkive
OK. [:)]

E' chiaro che non possiedo il cd, quindi il mio giudizio è poco sostenibile.

Ecco un mio vecchio post, che per comodità ho fatto un copia-incolla. [&:-S]
viewtopic.php?f=20&t=9590&p=206450#p206438

Avendo visto il film mi ricordo bene questi brani:

The Feeling Begins.
Zaar.
A Different Drum.
Passion.
With This Love (Choir).
It Is Accomplished.

Salverei anche questi brani più...catchy:

Of These, Hope.
Open.
Before Night Falls.
With This Love.

Gli altri mi sembrano brani link o quasi, ma d'altronde parliamo di una colonna sonora di world music...

Re: OndaRock intervista Mario Giammetti.

PostPosted: 20 Mar 2025, 10:38
by aorlansky60
Riporto quanto ha già quotato Thomas, su un concetto delineato da M.Giammetti :

D: Quali sono gli elementi che rendono i Genesis così riconoscibili nell’ambito del progressive-rock?

MG: "Direi sostanzialmente due cose: il gusto e la melodia. Per il primo elemento, mi pare stridente la differenza rispetto ad alcune delle pomposità e degli eccessi tipici del prog-rock (spesso reiterati nei concerti) che, di lì a qualche anno, sarebbero diventati tra l’altro il (sacrosanto) bersaglio preferito del punk. Ecco, i Genesis non sono mai caduti in quella trappola, semplicemente perché non era nella loro natura. E poi la melodia, per quanto non certamente scontata o banale (e qui vanno riconosciute in particolare le doti di Tony Banks), ma che li ha differenziati da colleghi altrettanto, se non più dotati tecnicamente, che però avevano la tendenza a ingolfare le loro partiture di elementi intricati e non sempre, diciamolo, davvero necessari."

Questa distinzione sottolineata da M.G. [tra GENESIS e resto della concorrenza in campo progressive] mi sembra particolarmente significativa per meglio comprendere e separare "i GENESIS" dal resto del tempo. E per meglio comprendere il lustro della loro proposta anche solo descritta qui a parole, ancora prima di ascoltarla. Parlo naturalmente del periodo 70-77 (sforzandomi, inserendo anche il 1978 con quell'album che, a differenza di Giammetti che lo colpì molto positivamente, a me acquistato e ascoltato in tempo reale di pubblicazione fece effetto opposto), perchè dopo quell'anno [da considerare vero e proprio "spartiacque" e non solo per i GENESIS] nasce un altra storia, totalmente differente.

Ovviamente mi ritrovo di nuovo totalmente in accordo con questa analisi di Giammetti, perchè io stesso in passato ho scritto spesso che, in ambito ristrettamente "progressive" (analizzando quindi tutte le storiche rock band dell'epoca che erano etichettate come "progressive" per la loro proposta), secondo il mio umile parere i GENESIS furono quelli che seppero fondere al meglio PERIZIA TECNICA DI ESECUZIONE con LUSTRO CREATIVO MUSICALE (senza dimenticare i TESTI, molto spesso al passo coi tempi per i commenti sociali, magari mascherati tramite metafore e doppi sensi, che erano così tanto cari a Peter GABRIEL nel suo modo di scrivere le prose).